altre poesie:

VIOLENZA DI EROS
(altra traduzione)
Di primavera, i meli
cidonii, fra le irrigue correntie
fluviali, ov'è il giardino
delle Vergini intatto,
e i pampini, graniti
entro il segreto ombroso
dei tralci, dànno fiore.
Non sa, per me,
stagione al sonno Amore.
E' come il tramonto che divampa
di folgori: impavido, fosco,
sfoga da Cipride con aride follie.
Vigile guarda, già dalle radici
di puerizia, il cuore...
(I lirici greci, trad. F.M.Pontani, Einaudi, Torino, 1969)

INSIDIE DI EROS
Eros, ecco, di sotto le azzurre
palpebre struggenti sguardi lanciandomi
con mutevole fascino
in reti inestricabili mi getta, preda per Cipride.
E io pavento il suo assalto,
come cavallo aggiogato carico di vittorie, che
preso a vecchiaia
suo malgrado sotto il carro veloce muove a gara.

UCCELLI
E tra le foglie sue più alte
posano screziate colombe
e porfiridi dal collo variegato
e alcioni dalle larghe ali.
(Lett. greca classica, a cura di C.Coppola, Nuova Accademia editrice, 1962)

COME IL VENTO DEL NORD ROSSO DI FULMINI
A primavera, quando
l'acqua dei fiumi deriva nelle gore
e lungo l'orto sacro delle vergini
ai meli cidonii apre il fiore,
a altro fiore assale i tralci della vite
nel buio delle foglie;
in me Eros,
che mai alcuna età mi rasserena,
come il vento del nord rosso di fulmini,
rapido muove: così, torbido
spietato arso di demenza,
custodisce tenace nella mente
tutte le voglie che avevo da ragazzo.

EURIALO
Eurialo, fiore e ansia delle cerule Càriti
dalle belle chiome,
Cipride e Péito dai mansueti occhi
tra rose fiorite ti allevarono.
(Lirici greci tradotti da S. Quasimodo, Mondadori, 1965)

dalla "PRESA DI TROIA"
la grande città di Priamo
Dardanide, ricca e famosa, distrussero,
partiti da Argo,
per volere del grande Zeus;

e per la bellezza della bionda Elena
sostennero una lotta molto celebrata,
in una guerra luttuosa;
e la sventura salì su Pergamo misera
a causa di Cipride chioma dorata.

Ma non desidero ora cantare
né Paride ingannatore degli ospiti,
né Cassandra caviglie sottili,
né gli altri figli di Priamo,

né il giorno inglorioso della conquista
di Troia dalle alte porte; né...
la virtù superba
degli eroi che navi

concave dai molti chiodi trasportarono
- sciagura per Troia -, nobili eroi.
Agamennone potente li comandava,
il re discendente da Plistene, condottiero di uomini,
figlio del nobile Atreo.

Queste gesta solo le Muse Eliconie
esperte potrebbero rievocare nel canto;
un uomo mortale, vivente,
non saprebbe narrare i singoli casi:

il gran numero delle navi che da Aulide
attraverso il mare Egeo vennero
da Argo a Troia
che nutre cavalli; e in esse gli eroi

dagli scudi di bronzo, figli degli Achei,
tra i quali, il più valente nella lancia,
Achille veloce nei piedi,
e il grande, valoroso Aiace Telamonio.
...
...
...
...
...

(E venne anche colui) che Hyllis
dalla cintura d'oro generò:
e a lui Troiani e Danai
ritenevano simile Troilo

nell'aspetto amabile, come oro
tre volte cotto all'oricalco.
Insieme a loro, avrai anche tu,
Policrate, una fama indistruttibile di bellezza
per quanto sta al mio canto e alla mia fama.

Biografia
Salva in .doc