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I volti
del salone
Diciotto Maison espositrici, 17 nel Carré des horlogers. Tra sfide tecniche e virtuosismi estetici, l’orologeria in scena a Ginevra svela il suo «cuore» e le sue bellezze
DI Franz Botré e Valentina Ceriani

cartier

Tempo medio di lettura: 5' 45''

Anche quest’anno è passato sopra Ginevra come una meteora il Sihh, giunto alla 28esima edizione. Sarà per l’esperienza, per la sensibile e coraggiosa strategia concepita nel 1991 da Franco Cologni, sarà per l’organizzazione magistrale di madame Fabienne Lupo, presidente della Fondazione dell’Alta Orologeria che ha lavorato al rinnovamento, all’evoluzione, a una nuova formula che offre alle Maison una visibilità maggiore, davvero a 360 gradi sia per quanto riguarda gli affari sia per la promozione dei brand.

 

Cinque giorni intensi, un B2B quotidiano da 12 ore fitte di contatti, presentazioni, contrattazioni tra le Maison e dettaglianti, negozianti, professionisti, venditori, distributori del settore orologiero mondiale. Nei tre giorni ginevrini ho percorso in lungo e in largo i 55mila metri quadrati del Palexpò (con una percorrenza media di 7,8 km al giorno), visitando le 18 Maison espositrici (tra cui una new entry, Hermès) e quelle presenti nel Carré des horlogers, facendomi presentare tutti gli orologi che arriveranno prossimamente sul mercato italiano e internazionale. Ho tenuto tra le mani, toccato, maneggiato più di 60 modelli, pensati, creati e realizzati per tutti noi. Ma sono davvero orologi per tutti? Forse sì. Ma non per i lettori di Arbiter. Per Voi, ho scelto questi. (Franz Botré)

 

Bella orologeria  

 

La purezza delle linee, l’essenzialità del design e la tecnica suggeriscono un’orologeria senza tempo, che celebra la storia delle Maison. Impeccabile esercizio di stile è quello di Montblanc, che con la Collezione 1858 ha reso omaggio ai 160 anni della Manifattura Minerva. Ne risultano modelli che ricordano l’epoca delle grandi esplorazioni, contraddistinti da una piacevole estetica vintage, complicazioni innovative, mix di materiali e casse di dimensioni diverse. Iwc festeggia i suoi 150 anni con tre orologi in edizione limitata Iwc Tribute to Pallweber, con l’indicazione digitale delle ore e dei minuti sul quadrante laccato: un omaggio ai tasca a salterello prodotti a Schaffhausen nel 1884. Audemars Piguet invece celebra i 25 anni del Royal Oak Offshore con un modello ispirato e fedele all’originale: la cassa di 42 mm è in acciaio, la corona e i pulsanti cronografici in gomma blu, quadrante con motivo Petite Tapisserie.

 

Jaeger-LeCoultre con la nuova collezione Polaris celebra il 50° anniversario del Memovox, declinandolo in chiave moderna. Oltre il mito è una leggenda dell’orologeria: il Santos de Cartier si rigenera da un decennio all’altro dal 1904 e rimane sempre fedele allo spirito del suo tempo. Immutate la forma e le viti della lunetta, il cui design invece si rinnova; grande novità del nuovo Santos i cinturini intercambiabili e la possibilità di regolare le maglie del bracciale. Ieri come oggi, è la bellezza della bella orologeria. 

 

 

 

Alta orologeria

 

Nuove dimensioni del tempo, che sfidano l’impossibile. Le Maison presentano esercizi di tecnica sopraffina e l’attitudine a spingersi oltre porta l’alta orologeria a mettere a punto delle prime mondiali. Richard Mille equipaggia l’RM 53-01 con un vetro zaffiro stratificato, che in caso di impatto può rompersi, ma non frantumarsi, proteggendo così il movimento dalle schegge di vetro. Se Piaget lancia la sfida degli ultrapiatti, presentando l’orologio automatico più sottile al mondo, Audemars Piguet risponde con una grande complicazione: dopo cinque anni di sviluppo, il Royal Oak RD#2 è il calendario perpetuo automatico più sottile al mondo; con soli 6,30 mm di spessore segna un nuovo record nell’orologeria.

 

Per poterlo indossare bisognerà però aspettare il 2019… Il Triple Split di A. Lange & Söhne è il primo cronografo meccanico al mondo con lancetta rattrapante per cronometraggi comparativi. Tra materiali di derivazione aerospaziale e progetti d’alta ingegneria, è il savoir-faire tecnico più tradizionale a scrivere la storia del tempo d’eccellenza. Uno dei meccanismi più complessi della haute horlogerie è il tourbillon volante, che al Sihh 2018 abbiamo ammirato sul quadrante in smalto blu del Marine Tourbillon di Ulysse Nardin. Avanguardia tecnica e capacità artistica, così è l’alta orologeria. 

 

 

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