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Così ho dipinto
il valore dell'attesa
Il tempo che crea valore. Un tema con cui l’artista si confronta quotidianamente. E che passa anche dalla scelta di materiali che «vivono» insieme all’opera
DI Carlo Alberto Rastelli

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Tempo medio di lettura: 1' 40''

La correlazione tra i concetti di tempo e valore. Un tema complesso quello che mi è stato proposto per la copertina di questo numero di «Arbiter». Come dargli forma visiva? Questo binomio si dirama lungo un assetto d’interdipendenza, per cui il tempo è generatore atavico di valore e il valore è spesso individuabile in residui materiali che testimoniano un variabile lasso temporale. Il carbonio impiega milioni di anni per trasformarsi in diamante, il corso dei secoli eleva un manufatto di uso comune (come un’anfora o un utensile) a cimelio storico, mentre bastano pochi decenni per donare a un oggetto ancor più banale una dose di «valore affettivo».

 

Foto

L’artista Carlo Alberto Rastelli

 

 

La corrispondenza tra tempo e valore risulta ancor più evidente nel processo di creazione dell’opera d’arte che, anche nelle sue manifestazioni più effimere (come la performance), necessita sempre del dispendio temporale necessario alla sua concezione. Sono partito da una fotografia d’epoca, un uomo viene immortalato mentre è intento a fumare seduto a un tavolo, in una posa che ben rappresenta l’idea di sospensione temporale (la pausa, l’attesa). Il volto e le mani sono stati censurati da uno sfondamento prospettico e ridotti a sagome che si aprono sull’immagine che più di tutte simboleggia il tempo nella sua eternità: l’universo. Soggetto alle leggi del tempo è, infine, il supporto stesso dell’opera: una tavola multistrato di abete, materiale vivo, le cui venature scandiscono il tempo biologico dell’albero di origine e la cui qualità è proporzionale al tempo di stagionatura.

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