EDITORIALE CATEGORIA NEWS BOCCIATI & PROMOSSI RUBRICHE EVENTI INVIA LE TUE STORIE
Così ho modellato
Walt Disney
Disegno a matita, quindi immagine da modellare, forzando quei «difetti» che rendono unico il personaggio, che gli danno carattere. Ecco come ha preso forma il nostro Walt Disney
DI Libero Gozzini e Antonio Pinna

Unknown-1

Tempo medio di lettura: 2' 5''

Ogni immagine nasce da un’altra immagine. Questa è la regola. Seconda regola: le caricature sono come le ciambelle, non tutte riescono col buco! Quelle che riescono piuttosto velocemente e bene sono le caricature nelle quali il soggetto ha connotati che aiutano, perché rappresentano veri e propri punti cui appigliarsi, tipo sopracciglia folte, mento o bocca storte, occhi piccoli o grandi o distanziati, testa calva o folta capigliatura, naso grande o piccolo… Il primo step è reperire il materiale iconografico, immagini e foto del personaggio da rendere in caricatura. Le foto devono essere luminose e ben incise, le luci e le ombre devono segnalare bene i volumi e le forme dei connotati del volto e la forma della testa e l’ovale del viso. Procediamo poi su carta da lucido, e con una matita a mina morbida tipo 2B o 3B iniziamo a schizzare, cercando di riprodurre i volumi e le forme dei volti, stressandoli e deformandoli.

 

fotopresentazione

Da sinistra, Libero Gozzini e Antonio Pinna, in una libera interpretazione artistica di loro stessi. Un sodalizio creativo tra il maestro (Gozzini, storico disegnatore e caricaturista milanese) e allievo (Pinna, che ha intrapreso a 30 e passa anni il mestiere di illustratore) nato tra i banchi della fucina creativa del MiMaster.

 

Di solito eseguiamo due o tre possibili ritratti. Quindi, si apparecchiano sul piano di lavoro tutti gli strumenti necessari alla materializzazione del tridimensionale. Vari tipi di stecchi da scultura, taglierino, calibro, filo di ferro, pinze, ruota girevole e pasta per modellare. Queste paste sono di tre tipi, pongo bianco, oppure una pasta gesso tipo Das, ma più raffinata che si chiama Darwi. Oppure una pasta acrilica che si chiama sculpey, molto plasmabile come lo è il pongo. E che a lavoro finito deve subire una cottura in forno a pochi gradi per un tempo variabile da 15 a 30 minuti. Quando è raffreddata viene dipinta. Ed ecco il nostro Walt Disney, che ci sorride dal tavolo…

 

Unknown-2

 

Guarda l’opera sulla copertina di Arbiter

Effettua il login per visualizzare l'articolo completo - clicca qui