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50 sfumature
di smeraldo
Le barche più belle del mondo e le regate più blasonate. Storie di uomini e sfide che si intrecciano allo Yacht Club Costa Smeralda, che festeggia il suo primo mezzo secolo di vita facendo un regalo a chi gli ha dato tanto: il mare
DI Valentina Ceriani

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Tempo medio di lettura: 9'

Impostiamo la rotta: coordinate 41º 08.150’ Nord, 09º 31.758’ Est, destinazione Porto Cervo. L’occasione, i 50 anni dello Yacht Club Costa Smeralda, incastonato come una gemma preziosa in terra di Sardegna, a dominare da mezzo secolo uno dei tratti di mare più belli al mondo, con quelle sfumature color smeraldo che gli hanno dato il nome. Dimenticate il glamour, la mondanità di vip più o meno famosi che le cronache rosa negli anni ci hanno raccontato, dipingendoci una Costa molto lontana dall’essenza dello Yccs, come lo chiamano gli «addetti ai lavori». Perché qui si fa sul serio.

 

Qui si intrecciano le storie di uomini duri e puri, sport, passione, ma anche eleganza e fair play. Un amore condiviso per il mare. Impossibile resistere al richiamo del rumore che le vele fanno quando «catturano» il vento: allo Yacht Club Costa Smeralda è stata scritta la storia della nautica made in Italy, le cui imprese ne hanno fatto un punto di riferimento sportivo tra i più importanti al mondo. Perché al Club si parla di sport, agonismo e competizione, valori che formano un uomo e lo fanno grande. Il successo dello Yccs sta sicuramente nella conformazione naturale del territorio, di come accoglie e convoglia i venti, del mare che si presta a essere trasformato nel «terreno di gara» perfetto.

 

Ma madre natura da sola non basta, e allora ecco quel guizzo imprenditoriale che ha fatto la differenza, e che continua a fare storia. è il fiuto per il business, quello che ebbe il principe Karim Aga Khan quando, negli anni 60, sbarcò in questa parte della Gallura selvaggia e inaccessibile. Allora la Sardegna era incontaminata, uno spazio vergine da plasmare con intelligenza; dettaglio che non sfuggì al principe lungimirante: nel 1962 «fondò» ufficialmente la Costa Smeralda, ponendo la prima pietra di un progetto tutto in divenire. «L’Aga Khan intuì che per attrarre i clienti degli alberghi e i futuri proprietari delle ville nella baia di Porto Cervo ci voleva un grande marina, così ha creato il Club», racconta uno dei soci storici dello Yccs, il commodoro Riccardo Bonadeo, carica che ricopre dal 2008. A precederlo, Gianfranco Alberini, già segretario generale dello Yccs per volere dello stesso Aga Khan: è stato il primo commodoro nella storia dello yachting italiano, nominato in occasione della prima sfida dello Yacht Club Costa Smeralda all’America’s Cup. Grande visionario, Alberini ha letteralmente creato dal nulla il circuito di regate che ha fatto la storia della vela italiana e internazionale, dalla Settimana delle Bocche alla Sardinia Cup, dalla Rolex Swan Cup, che vede sfidarsi le regine del mare uscite dai cantieri finlandesi Nautor’s Swan di Leonardo Ferragamo, alla Maxi Yacht Rolex Cup.

 

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La principessa Zahra Aga Khan con Riccardo Bonadeo, commodoro dello Yccs.

 

Ed è proprio Bonadeo a ricordare oggi la prima edizione di una di quelle sfide, la Settimana delle Bocche: «Sono arrivato al Club ed è stata la prima regata. Era la più importante, abbiamo vinto!». Era il 1972, cinque anni dopo la nascita dello Yacht Club Costa Smeralda, costituito il 12 maggio 1967 dal principe Aga Khan, dall’avvocato parigino André Ardoin, dall’imprenditore Giuseppe Kerry Mentasti e dall’architetto Luigi Vietti come «Associazione Sportiva senza fini di lucro, intesa a riunire i Soci del Club amanti del mare e degli sport nautici e a promuoverne le attività». Fanno sognare ancora oggi le immagini che la storia ci ha regalato di quel passato già così ricco di sviluppi futuri: la baia di Porto Cervo, un’insenatura naturale atta ad accogliere le barche più belle del mondo, la costruzione del molo vecchio, sul quale si trovava la prima sede del Club, la Maison du Port, con la Croce del Sud, goletta a tre alberi progettata negli anni 30 che ancora oggi continua a solcare i mari, a far da testimone.

 

E poi l’inaugurazione, il 15 luglio 1977, del Marina Nuova, dove si sposta la nuova sede del Club. Il resto è storia. Storia recente, fatta di sfide sempre nuove e di successi. Non ci si accontenta e così si rilancia ogni volta: e cosa succede quando la posta in gioco si chiama Coppa America? È l’adrenalina a muovere la macchina, sospesa tra sport e business, tra lupi di mare e imprenditori. «Era un sogno», ricorda il commodoro Bonadeo, che allora era già entrato a far parte del consiglio amministrativo del club. A sognarlo era anche l’avvocato Agnelli: «Con l’Aga Khan siamo andati a Torino a trovarlo…».

 

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L’inaugurazione nel 1976 della nuova sede dello Yccs.

 

La partecipazione dello Yccs alla Coppa America era diventata realtà, con la prima sfida italiana nel più famoso trofeo nello sport della vela, «la prima sfida di Azzurra». Era il 1983 e l’impresa del team italiano, con al timone Mauro Pelaschier, a Newport, Rhode Island, qualificò definitivamente lo Yacht Club Costa Smeralda a livello internazionale. Il 12 metri battente il guidone dello Yccs (adottato nel 1975, una losanga rossa a quattro punte con lati concavi, bordata di bianco su fondo azzurro), raggiunse le semifinali della Louis Vuitton Cup, classificandosi terzo, e si ripresentò alla successiva sfida per l’America’s Cup, disputata nel 1987 a Perth, in Australia. «Era l’evento in cui le nazioni partecipanti dovevano esprimere l’eccellenza nei diversi settori impiegati nella regata, organizzativo, finanziario, tecnologico, ingegneristico. Tutto doveva essere espressione del Paese in gara: non poteva esserci neanche un magazziniere non italiano. Ricordo che l’avvocato Agnelli teneva molto a questo aspetto. Una frase che diceva sempre era: “Mi raccomando, non andiamo a fare figure”», continua Bonadeo.

 

 

Gli anni 80 sono anche gli anni del Maxi Yacht World Championship e della Swan World Cup, e sono gli anni della motonautica, con il Gran Premio Offshore Costa Smeralda. Il decennio dei 90 ha un inizio molto fortunato: Destriero, monoscafo in alluminio di 67,7 metri con propulsione a idrogetto, stabilì nel 1992 il record di velocità nella traversata atlantica, percorrendo 3.106 miglia nautiche da New York alle isole Scilly, in Inghilterra, in 58 ore, 54 minuti e 50 secondi a una velocità media di 53,09 nodi. Il silenzio della vela, il rumore dei motori, le due anime dello Yacht Club Costa Smeralda che si stava preparando a vivere un periodo di grande fermento, di crescita esponenziale, con l’organizzazione di eventi sul territorio nazionale e non solo. Oggi il calendario delle regate è fitto, intenso, inizia nel mese di marzo presso la sede caraibica di Virgin Gorda e prosegue da maggio a fine settembre a Porto Cervo. Nel 2012, nelle Isole Vergini Britanniche, lo Yccs ha infatti inaugurato una seconda Clubhouse che affaccia sulla baia di North Sound a Virgin Gorda, per garantire ai suoi soci le stesse eccezionali condizioni di navigazione anche nei mesi invernali. Grazie a un crescendo di emozioni, sport e agonismo, negli anni il Club ha acquisito sempre più prestigio nell’élite dello yachting: arrivano i cantieri più importanti, Perini, Southern Wind, Wally, che significa regate di rilievo, e quindi ecco i grandi sponsor con le loro competizioni veliche.

 

 

Uno su tutti, Rolex, diventato Orologio ufficiale del Club, che mette in mare la Maxi Yacht Rolex Cup e la Rolex Swan Cup. Poi, Loro Piana con la Loro Piana Superyacht Regatta, tra gli appuntamenti più attesi con le imbarcazioni sopra i 100 piedi. Un’altra partnership molto importante è quella sviluppata dal 2008 con Audi, che partendo dal legame con lo Yccs ha eletto la Costa Smeralda tra le sue «Home of Quattro». La Casa di Ingolstadt, che sarà partner anche dei progetti e delle attività pianificate dallo Yacht Club per festeggiare i 50 anni dalla sua fondazione, ha scelto proprio la sede dello Yccs per presentare, il 5 agosto, data del compleanno ufficiale del Club, la nuova A8, e sarà anche al fianco di un importante debutto velico nelle acque di Porto Cervo e nel Mediterraneo: il Campionato Mondiale dei J/70, imbarcazioni monotipo di 7 metri. La regata (12-16 settembre) fa parte dei numerosi appuntamenti che scandiscono il 50° anniversario del Club. Che passa anche attraverso l’inaugurazione di una scuola di vela e una di subacquea. «Finalmente, ci voleva proprio», dice Riccardo Bonadeo. «È stato grazie a un incontro avuto con alcuni divers locali che sono riusciti a ottenere dalle autorità lo spazio per una struttura che verrà adibita a scuola vela e di diving. Finora non sapevamo come organizzare queste attività, non c’era lo spazio…».

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