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Uomini
di polso
Quello spazio mobile dove si conclude la manica è il secondo occhio dell’abbigliamento maschile. L’abbiamo scomposto nei suoi elementi costitutivi, per definire i canoni della vera eleganza
DI Giancarlo Maresca - FOTO DI Simone Galbusera - coordinamento di Valentina Ceriani
SCRITTOIO

Abito a un petto e mezzo in lana, cashmere e seta, Brunello Cucinelli (3.350 euro); camicia in raso di cotone, Xacus (110 euro); cravatta in seta microfantasia, Hermès (160 euro); pochette vintage; gemelli Bulgari. Bulgari in oro rosa e onice (2.600 euro,); orologio L.u.c Xps, con cassa in oro rosa da 40 mm; movimento automatico, piccoli secondi al 6, Chopard (15.160 euro); stilo Meisterstück le Grand Unicef in resina nera, zaffiro blu e incisione di sei lettere degli alfabeti più usati sul cappuccio, Montblanc (720 euro); portablocco in vitello palmellato, Pineider (348 euro).

Tempo medio di lettura: 6' 50''

In un abito tradizionale, le zone che si notano maggiormente sono quelle in cui si combinano materiali e colori diversi. Sono «occhi», perché sanno aprirsi e chiudersi, guardare e farsi guardare, ammiccare, raccontare tutta una storia senza bisogno di parole. Gli occhi artificiali dell’abbigliamento hanno gli stessi elementi di quelli naturali. Il primo, il più evidente, è composto dai baveri, che per forma e movimento ne formano le palpebre, dalla camicia, che essendo normalmente chiara rappresenta la cornea, e dalla macchia cromatica della cravatta che funge da iride. Con lo stesso ordine di analogie, il terzo occhio (che già trattammo su Arbiter) è dato da fondo dei pantaloni, scarpa e calza. Nel secondo occhio, che qui mettiamo sotto la lente dell’analisi, intervengono manica della giacca, polsino della camicia e orologio.

 

Il fondo della manica.

Con la sua apertura circolare forma le palpebre del nostro secondo occhio. Non manca nemmeno il sopracciglio, determinante nell’espressione e rappresentato dall’immancabile spacchetto. Il numero dei bottoni è variabile. La tradizione napoletana ammette il bottone unico, semplificazione estrema il cui scopo non può che essere l’agevolazione dell’apertura dello spacco. Tale soluzione dovrebbe dunque essere riservata a spezzati estivi in materiali decisamente sportivi, perché in altri casi slacciare il fondo manica e magari rivoltarlo risulterebbe dall’inadeguato all’indecente. Tre sono una bella compagnia, specie se si usa un lineato generoso. Le grandi capitali della sartoria adottano per lo più quattro bottoni: grandi e distanziati come i tasti di una tromba a Londra, piccoli e accavallati a Napoli. Non mancano i creativi che propongono una tastiera di cinque elementi, ma si tratta di invenzioni apocrife che hanno il solo fine di stupire, cosa che un gentiluomo, se mai lo desidera, fa con la conversazione e non con l’abbigliamento.

VINO

Giacca in pura lana inglese, motivo pied-de-poule nei toni del bosco, Red Fleece Collection, Brooks Brothers (490 euro); camicia André Shirt in tela di cotone tinto in filo effetto denim (500 euro), maglione girocollo Easton in filato di baby cashmere trattato con tecnica mousse (1.800 euro), entrambi Loro Piana; orologio Royal Oak Offshore cronografo, cassa in acciaio da 42 mm, quadrante marrone con motivo méga tapisserie, movimento a carica automatica, con 50 ore di riserva di marcia, piccoli secondi, Audemars Piguet (27.400 euro); cravatta in lana regimental , E. Marinella (110 euro).

 

L’unico esempio di bottoniera a cinque elementi con basi classiche è il blazer a otto bottoni adottato dalla famiglia Windsor, in particolare dal principe Carlo. Asole a contrasto o bottoni in colori diversi, trattandosi di un occhio, sono paragonabili a lustrini e belletti e come tali appartengono a una vanità di tipo muliebre. Il fondo manica deve essere proporzionato al polso. Misurata a lembi uniti l’apertura più comune è di 14 cm, ma ossature compatte possono giovarsi di un mezzo centimetro in più e viceversa. È un dettaglio otticamente importante, perché comporta una tornitura diversa dell’intera manica. Fatta salva una tolleranza che non comprometta i movimenti, in un fondo manica di corretta ampiezza il polso dovrebbe scorrere come un pistone in un cilindro, non sbattere come un batacchio in una campana. Prima di decidere quale soluzione adottare per una determinata giacca, è bene anche sapere che in un fondo da soli 13,5 cm i polsi a gemelli non si distendono bene. Alcuni sostengono che i bottoni vadano tenuti allacciati tutti, ma in realtà non c’è nulla di riprovevole nel tenere una o due asole libere. È una dichiarazione di intraprendenza, un messaggio cifrato tra i tanti che il complesso codice del vestire concede di lanciare a chi lo conosce e lo ama. 

 

Il polso della camicia

Anche qui il diametro deve evitare un gioco eccessivo. C’è chi lascia lo spazio per infilare due dita, chi uno solo. Coloro che avvertano un tale bisogno di ampiezze da portare i polsini slacciati anche con un completo, semplicemente non sono tagliati per vestire. Non si può avere una misura fissa, perché alcuni materiali tendono a restringersi e altri poco o punto. Un popeline doppio ritorto non si riduce affatto e così i twill di buona qualità, mentre un giro inglese o un vero Oxford si ritireranno a ogni lavaggio per tutta la vita della camicia. La lunghezza dei polsi va dai 6 cm delle button down americane ai 7 cm della media dei polsi a bottone singolo, sino agli 8 cm dei polsi chiusi da due bottoni. Misure inferiori sono ridicole, le superiori si adattano solo a corporature imponenti. Il principio è che più il polsino è lungo e più veste, con tutte le responsabilità che ne derivano. Nella gran parte dei polsi i lembi terminano con un taglio a 45 gradi, leggermente più facile da realizzare sia industrialmente sia artigianalmente.

 

sigaro1

Smoking nero in lana premium, giacca a un bottone, revers in raso a lancia, Ermenegildo Zegna (1.045 euro); camicia smoking in cotone, lavorazione a nido d’ape sul davanti, Salvatore Ferragamo (370 euro); gemelli perle, barretta in onice, oro bianco, Gioielleria Villa (2.600 euro); orologio Calendario Annuale ref. 5205, cassa in oro bianco da 40 mm, automatico, con giorno, mese e data a finestrella, fasi lunari e indicazione 24 ore, Patek Philippe (44.244 euro); accendino motivo clous de Paris in composite nero, finitura palladio, Cartier (800 euro); papillon in seta da annodare, Cilento 1780 (90 euro).

 

La sua geometria razionale è decisa, adatta a chi voglia suggerire idee di performance e affidabilità. Il polso arrotondato è tendenzialmente più intellettuale, per non dire romantico, e conferisce un tratto aristocratico. La cosa più importante è che il polso faccia capolino dalla giacca, anche con le braccia lungo i fianchi. Diversamente, ogni altro sforzo è inutile. Forse per questo gli inglesi preferiscono i polsi a gemelli, che essendo piuttosto ampi all’apertura scivolano in basso facilmente. Noi italiani li adottiamo a dir poco con parsimonia, ma sotto doppipetti o completi formali l’appropriatezza dei polsi doppiati è fuori dubbio. I gemelli rappresentano un punto focale piccolo e ipnotico, come pupille. La persona che incontrerete fugacemente potrà non notare le vostre scarpe, ma ricorderà i gemelli. Chi li indossa spesso potrà metterne di gemme al mattino e di resina la sera, mentre chi li usa di rado farà bene ad adeguarne il pregio al contesto. 

L’orologio

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