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Le auto del futuro?
Salotti di design
La tecnologia dell’auto autonoma rivoluziona le regole del design degli interni. Una sfida per i creativi, che tornano a mettere al centro l’esperienza dei passeggeri
DI Paolo Matteo Cozzi

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Tempo medio di lettura: 3' 20''

Cari designer, d’ora in poi se volete disegnare un’auto… dimenticatevi che è un auto. Sbizzarritevi, create, preoccupatevi di mettere comodi gli ospiti (si potranno ancora chiamare «passeggeri»?) per consentirgli di godere al meglio di tutto ciò che l’automobile in un ormai prossimo futuro diventerà. Un «ambiente viaggiante» all’interno del quale rilassarsi, guardare un film in compagnia, leggere un libro. Oppure, perché no, organizzare un meeting di lavoro con i colleghi mentre ci si sta recando alla presentazione con il cliente. Salotto, sala relax, sala giochi, sala riunioni.

 

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Adrian van Hooydonk, Head of Bmw Group Design.

Dimenticatevi che è un’auto, appunto, e cominciate a pensare all’auto come spazio di vita sganciato dalla «necessità» della guida. Fra il 2020 e il 2025, ormai è un dato assodato, la guida intelligente cambierà radicalmente i confini della mobilità, il pilota automatico il loro perimetro, l’uso e le funzioni dei veicoli la loro forma. Allora gli interni saranno spazi concettualmente nuovi, privati dei comandi ormai superflui, con codici stilistici finora sconosciuti.

 

Un orizzonte del tutto simile a quello anticipato da film e fumetti di fantascienza, che sollecita una riflessione su come cambierà la percezione emotiva e sensoriale a bordo. La vita sull’auto-oggetto si può immaginare come un’esperienza in grado di restituire a conducente e passeggeri emozioni e forme di intrattenimento assai diverse da come le conosciamo oggi; avremo auto costantemente connesse con il mondo esterno, in grado di dialogare con oggetti e infrastrutture per non interrompere mai quel flusso di notizie e informazioni ormai imprescindibile.

 

Secondo Adrian van Hooydonk, Head of Bmw Group Design: «La tecnologia farà progressi significativi, aprendo fantastiche possibilità che ci permetteranno di offrire al guidatore ancora più assistenza per un’esperienza di guida intensa», quando l’uomo sarà ai comandi, «ma tutta questa tecnologia avrà il compito di essere la più intuitiva possibile da utilizzare, in modo che le interazioni future tra uomo, macchina e ambiente diventino sempre più fluide. I comandi saranno vocali e gestuali» come accade già oggi su Serie 5 e Serie 7 con Bmw HoloActive Touch. Così, i comandi come li intendiamo oggi verranno meno perché superflui, libereranno spazio in favore di nuovi strumenti e interfaccia uomo-macchina che tendano all’armonizzazione delle parti. Se scompare il volante e la gestione della marcia passa in automatico, non resta che mettersi comodi e godersi l’abitacolo».

 

 

Un ambiente che nel frattempo si è predisposto per fornire al viaggiatore spazio per rilassarsi o lavorare. Per il gruppo bavarese il manifesto è Bmw i Inside Future, la visione presentata non a caso all’ultimo Ces di Las Vegas, la fiera d’elettronica più importante al mondo, per affrontare concretamente questi temi e stressare il dibattito sull’interior design che verrà. Fantasia? Forse, «ma se come designer sei in grado di immaginare qualcosa», conclude van Hooydonk, «c’è una buona possibilità che un giorno possa diventare realtà». 

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