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Uomini
La sensualità delle ombrelline abolita per legge dai nuovi padroni (americani) della F1 ha gettato nello sconforto i fan del binomio donne-motori. E acceso la rivolta tra i videoconsumatori di Gran Premio. Una scelta all’insegna dell’ipocrisia e di un politicamente corretto che sta uccidendo gli istinti maschili
DI Roberto Pignoni

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Tempo medio di lettura: 2' 45''

Caro direttore, qui è la Brigata John Wayne: fumatori, bevitori e tombeur incalliti, maschilisti, conservatori, gentleman destrorsi ma anche mancini, mai pentiti. Da sempre rispettosi degli esseri umani: uomini, donne, cani, gatti e animali affini. Oggi appendiamo al nostro petto un ennesimo bottone a lutto: la Formula Uno mancherà, oltre che di vittorie della Ferrari, anche delle «ombrelline». Così l’Occidente avrà fatto un altro passo verso la fine della libertà, cancellando quelle ragazze da urlo che giustificavano l’immaginario maschiocentrico nell’attendere la partenza della gara. Giovani statuarie come la Statua della Libertà abbattuta dalla Liberty Media, nuova proprietaria del Cirque des Moteurs, che si becca gli insulti della Rete: «Puritani al soldo degli Emiri».

 

Siamo in piena Crociata, e in pochi si espongono contro questa santa Inquisizione partita da Oltreoceano; alcune signore di elevata caratura hanno espresso la loro posizione dissidente con il resto del mondo, ma basterà che una signorina ombrellina denunci che in passato le sue terga sono state sfiorate dallo specchietto di un’auto, per giustificare questa ennesima censura. Qui non si protegge la dignità femminile, si continua a offendere e criminalizzare la dignità maschile, in quanto uomo. Su donne & motori c’è una letteratura infinita, proprio nata sulla mia terra d’origine, la via Emilia, la SS9 meno famosa della Route 66 di Kerouac, ma ricca di un’economia che sulla strada dei motori ha fondato il mito di auto e moto famose nel mondo. E che con questo ennesimo atto censorio fa sì che una nuova frattura antropologica venga compiuta.

 

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Chi pensa che le grid girl facessero solo presenza si sbaglia: erano in realtà gli angeli custodi degli ultimi secondi di scesa in campo dei guerrieri, davano ombra, serenità e qualche parola di distrazione. Ma l’onda lunga del movimento #metoo è uno tsunami che travolge e continuerà ancora per molto tempo a cavalcare l’onda di un neopuritanesimo proibizionista che, partendo dagli Stati Uniti, ha invaso il mondo, un’ennesima presa di posizione ipocrita che fa tanto moda, e quando giornalisti e maÎtre-á-penser si schierano tutti da una stessa parte, dovremmo iniziare a preoccuparci, e dovrebbero farlo soprattutto le donne. Quindi, toglieremo le ragazze con il numero del round dal ring di pugilato, miss Italia e miss maglietta bagnata, Victoria’s Secret e Agent Provocateur chiuderanno e Adriana Lima andrà mestamente in pensione. Un nuovo hastag è già virale sul web: #fuckmetoo, ma qualcuno ne parla? La domanda vera caro direttore è: ma che male facevano le ombrelline? 

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