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Ritratti
in chiaro scuro
La lounge di «Arbiter» a Pitti Immagine Uomo si è trasformata in un set fotografico, dove abbiamo colto l’essenza dei nostri ospiti, in chiaro scuro
DI Alessandro Botré - FOTO DI Fredi Marcarini

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Tempo medio di lettura: 3' 35''

 La lounge di «Arbiter» a Pitti Immagine Uomo è una fiera nella fiera, un elegante salotto che si compone di due elementi complementari. Il primo è il tema cui la nostra testata a ogni edizione si ispira per arredare gli spazi, e per animare un dibattito culturale. Il secondo è costituito dagli ospiti stessi che scelgono di venire a trovarci: i protagonisti di questo servizio fotografico. Mi spiego meglio. La rassegna di abbigliamento maschile più importante al mondo, che si tiene semestralmente all’antica Fortezza da Basso di Firenze, è un turbinio di persone, stimoli, espositori, appuntamenti di lavoro, avanti e indietro, dentro e fuori tra i vari padiglioni, che sia con la canicola dell’edizione estiva a giugno o con il gelo di quella invernale a gennaio. Si pensi solo che all’ultima tornata, la numero 90, quella del giugno 2016, i marchi che si sono avvicendati sono stati 1.223, e i soli buyer che l’anno visitata sono stati 20mila.

 

Uno dei punti caldi dell’evento è diventato ormai il piazzale centrale della Fortezza, che fa da passerella spontanea a una pletora di signori (o presunti tali) agghindati nei modi più improbabili, o quantomeno estremamente vanesi, che amano stazionarvi per farvisi immortalare da battaglioni di fotografi e blogger, pronti a pubblicare on-line le decine di «outfit» osservati. Un fenomeno isterico, quest’ultimo, che mette quasi in ombra il significato e l’obiettivo della fiera: permettere alle aziende espositrici di presentare le loro future collezioni. Orbene, in questa frenesia, la nostra lounge è da anni un’oasi di pace, un punto di ristoro della mente e del palato, dove gli addetti ai lavori, ma anche i curiosi che si trovano a Pitti, lettori, clienti e amici della rivista amano rifugiarsi per qualche minuto, o anche più, di tregua. Si chiacchiera, si coltivano le relazioni pubbliche. Si ascolta il dibattito culturale che regolarmente organizziamo e ospitiamo: l’ultimo verteva sull’energia pulita, discorso affrontato non come moda, ma approfondito con autorevoli relatori quali Roberto Olivi, responsabile comunicazione di Bmw Italia, l’ingegnere Andrea Onado, vicepresidente di Ducati Energia, e Claudio Marenzi, titolare di Herno e presidente di Sistema moda Italia. Dopo la conferenza ci si rifocilla, si gusta un buon bicchiere di vino.

 

E siamo finalmente arrivati all’attacco del discorso, uno dei punti cardine della nostra lounge «Arbiter»: gli ospiti. Sono la ragione per cui noi siamo sempre a Pitti. All’ultima edizione abbiamo voluto dunque ritrarli non come abbiamo sempre fatto e come continueremo a fare, ma con una tecnica alternativa: iPhone, bianco e nero, fotoritocco. Chi meglio di Fredi Marcarini poteva interpretare l’uso di questo strumento tecnologico per fare ciò che ama di più, i ritratti appunto? Riserviamo un angolo dei nostri spazi con un fondo bianco, solo un cavalletto per il telefonino, e via, Fredi ha pane per i suoi denti. Con le moderne applicazioni di fotoritocco, in tre minuti al massimo una foto è pronta. Le persone che vedete (solo una selezione dei numerosi scatti) sono indagate nel loro essere genuino, così come sono, la loro eleganza e il loro carattere sono messi a nudo. Tutti gli uomini di questo servizio indossano occhiali da vista forniti e omaggiati appositamente da Luxottica: classici Persol in acetato e metallo, e Ray-Ban in metallo. A voi dunque la galleria di ritratti della lounge «Arbiter».

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