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Andar
per il sottile
Il profilo slim potrebbe trarre in inganno. Invece, il Royal Oak Tourbillon Extra-Piatto, fedele all’idea originale della collezione di Audemars Piguet, può contare su una cassa-forte capace di proteggere il suo prestigioso movimento. E la storia continua...
DI Valentina Ceriani - FOTO DI Roberto Sorrentino - Tencnica di Alberto Uglietti

Smontato-AP

Tempo medio di lettura: 5' 5''

Un dialogo tra tecnica ed estetica che dura da 46 anni. Dove il modello di un orologio diventa il modello da seguire per assicurarsi il successo nell’Olimpo orologiero. Riconoscibile a un primo colpo d’occhio, perché la sua cassa fa parte di quelle forme fortunate che la storia del design ci ha restituito come dei grandi classici intramontabili. Stiamo parlando del Royal Oak di Audemars Piguet, del suo «volto» ottagonale, firmato dal genio creativo di Gérald Genta (nel 1972), e delle otto viti che della loro funzione tecnica per prime hanno fatto un vezzo estetico: il posizionamento del taglio deve sempre seguire il disegno della lunetta. Codici estetici che in quasi mezzo secolo di storia non sono mai scesi a compromessi: Il Royal Oak si è prestato a numerose variazioni sul tema, indossando nuovi abiti (materiali) e taglie diverse (diametro della cassa), colori che nelle versioni più sportive hanno dimostrato grande personalità, e ospitando al suo interno dal calibro più semplice alle più alte complicazioni orologiere. Tra gli ultimi nati, il Royal Oak Tourbillon Extra-Piatto, esempio di quel dialogo tra tecnica ed estetica di cui si parlava all’inizio: «Sul quadrante è stato messo a punto il nuovo motivo a raggiera “Tapisserie Evolutive”, che nasce proprio al centro del tourbillon, posizionato a ore sei, da cui poi si irradia a tutta la superficie», spiega Claudio Cavaliere, global brand ambassador di Audemars Piguet.

 

 

 

Un effetto visivo davvero unico, dove il motivo di design sembra sprigionarsi dalla vorticosa danza del meccanismo. L’occhio di chi osserva l’orologio non cade sulle lancette come di solito avviene, ma è il tourbillon a «catturare» l’attenzione: «è un meccanismo ricco di fascino, che si muove, che gira e compie un giro su se stesso in 60 secondi», continua Cavaliere. Sul Royal Oak Tourbillon Extra-Piatto, dunque, la complicazione è decentrata sul quadrante, un’oggettiva asimmetria, che però non altera minimamente l’armonia dell’insieme. Tutto è finalizzato all’equilibrio tra le parti: «C’è molta attenzione a ogni dettaglio, per esempio, il ponte del movimento, che può essere ammirato dal lato fondello, ha una lavorazione a Côtes de Genève che parte dal tourbillon e si espande verso l’esterno, eco del motivo Tapisserie Evolutive del quadrante». A custodire il meccanismo del Royal Oak Tourbillon Extra-Piatto, il calibro di manifattura 2924 a carica manuale, è una cassa in oro rosa, forte, resistente, che protegge i virtuosismi tecnici del movimento, rimanendo in tal modo fedele all’idea originale del modello di Audemars Piguet, la cui cassa era stata concepita per assolvere il ruolo di «cassa-forte» del movimento. Il nuovo Royal Oak, come suggerisce il suo nome, «protegge» il tourbillon extra-piatto, un tourbillon di nuova generazione, la cui tecnica si è evoluta con il tempo, ed è così che «abbiamo un qualcosa di sottile, molto affidabile, moderno, inserito in una cassa storica, iconica, che però anche lei ha saputo rimanere al passo con i tempi. Il movimento è la parte più ingegneristica, la cassa la parte più architetturale e il quadrante è il lato estetico, come un bel dipinto da esporre», conclude Cavaliere. è la bellezza di un orologio che è prima di tutto un modo di essere, nato sportivo diventato classico, con la complicità del tempo. E più lo guardi, più sai che ti sta raccontando una nuova storia, una nuova estetica, percepisci il cambiamento, ma non riesci a metterlo a fuoco. Una sola certezza: ti conquisterà.

 

 

 

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