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Viaggio
nel futuro
Da Göteborg a Milano, facendo lo slalom tra i ciclisti di Amsterdam. 1.900 km con una Volvo XC40 sulle tracce dei modelli di sostenibilità che stanno trasformando le nostre città. A partire da un concetto di mobilità nuovo, che rimette le persone al centro della scena. Un percorso che è appena iniziato...
DI Mattia Schieppati - FOTO DI Fredi Marcarini

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Tempo medio di lettura: 4' 40''

Al di là delle definizioni utili per compilare fruttuosi bandi europei, che cosa significa, oggi, essere una smart city? Come è possibile applicare città per città le grandi istanze orientate a un futuro sostenibile che escono dai ricorrenti meeting internazionali, e gli stimoli all’innovazione che sono ormai all’ordine del giorno per i cittadini, ma spesso faticano a entrare nelle logiche di burocrazia e governi? È compilando questa lista di domande che ci siamo messi in viaggio, a bordo di una Volvo XC40 appena insignita del titolo di Car of the Year, e abbiamo provato a saggiare tre città che, in Europa, rappresentano l’avanguardia in tema di innovazione sostenibile. Prima tappa di questo tour, GÖteborg, seconda città della Svezia, «casa» di Volvo («qui ogni famiglia ha qualcuno che lavora in Volvo», ci spiega appena arrivati in hotel la receptionist, accennando ai 28mila dipendenti impiegati nell’immenso headquarter dell’azienda situato alle porte della città).

 

Ma soprattutto città che proprio sulla mobilità intelligente e sulla sostenibilità energetica sta sviluppando progetti pilota importanti: la riduzione del 40% delle emissioni urbane di Co2 rispetto ai livelli del 1990 entro il 2020 e la produzione del 55% di energia da fonti rinnovabili entro il 2030 sono due degli obiettivi che con serietà e responsabilità nordica qui si stanno perseguendo a tappe forzate. «Lo sviluppo di una città sostenibile è un impegno che deve essere condiviso, non può essere il sindaco a obbligare i cittadini a adottare stili di vita sostenibili», spiega Ann-Sofie Hermansson, dal 2016 sindaca di GÖteborg (oltre che ex dipendente Volvo, ma abbiamo capito che qui in città «avere o avere avuto a che fare con» è la normalità).

 

 

 

 

«Sicuramente sono una sindaca fortunata», continua. «La cultura della sostenibilità è già nel Dna dei miei concittadini, e anche le imprese del territorio si impegnano attivamente su questo obiettivo comune. Non bisogna pregare, o costringere: come istituzione dobbiamo solo tenere aperto il dialogo, e poi i progetti vengono». Perché la sostenibilità e la tecnologia applicata all’innovazione diventano anche una calamita per il business: per le delegazioni aziendali in visita, per dire, il Comune propone uno Smart City Tour strutturato, che mostra sul campo progetti concreti di sviluppo sostenibile. Noi lo percorriamo in auto, con la nostra XC40 felice di sguazzare tra le numerose cuginette che qui popolano il centro e i sobborghi.

 

 

 

 

 

 

 

Il Lindholmen Science Park, l’incubatore tecnologico della Chalmers University, il quartiere-modello ecosostenibile di Eriksberg, sorto nell’area dell’ex porto, e l’esperimento di co-housing per studenti universitari dell’HSB Living Lab sono quattro tappe che dimostrano come sia possibile integrare nella quotidianità ecoedilizia e soluzioni intelligenti di condivisione delle risorse. Filo conduttore, la Route 55, la linea di autobus urbano elettrificata, «primo passo del progetto ElectriCity», spiega la sindaca, «che nasce dalla collaborazione tra Comune, università e aziende private, e porterà allo sviluppo di una rete di trasporti urbani totalmente elettrica».

 

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