EDITORIALE CATEGORIA NEWS BOCCIATI & PROMOSSI RUBRICHE EVENTI INVIA LE TUE STORIE
Volvo XC40
futuro urbano
Immergersi nelle strette vie della città vecchia di Barcellona con un Suv? Non è una follia, ma il giusto modo per mettere alla prova la nuova XC40 di Volvo. Dai secret bar del Raval fino ai surfisti di El Prat. All’insegna della tecnologia e dello sharing
DI Mattia Schieppati

216711_New_Volvo_XC40_exterior

Tempo medio di lettura: 3' 30''

Il Paradiso, uno dei più celebri secret bar europei, cui si accede dall’anonimo ingresso laterale di un pastrami bar di carrer de Rera Palau, in pieno quartiere del Born, e dove il pluripremiato barman Giacomo Giannotti stupisce con cocktail che sono alchimie artistiche. Il capannone in cemento grezzo vista mare poggiato sulla spiaggia di El Prat, proprio accanto al Centro Municipal de Vela, dove Marcello (italiano, pure lui) e Sebastian (catalano) hanno lanciato il brand Hav Surfboard e realizzano tavole da surf hand made per la community dei surfisti locali. Un ex fabbricone tessile nello storico quartiere del Raval, un quadrato cascante di sette piani con scale strette e decine di stanze che sembrano abbandonate da decenni dove, aprendo una porticina, si entra nel salotto vintage della Hidden Factory, una specie di spazio-club «inventato» dallo chef Javier Moròn e dal suo socio Sergi Salguero, entrambi poco più di trentenni, per far incontrare arte, cucina, arredo vintage e alta tecnologia.

 

Ultima tappa, il percorso polisensoriale (chiamarla «cena al ristorante» è davvero inappropriato) attraverso il menù di 42 suggestioni che Albert Adrià, fratello del più celebre Ferran, propone all’interno del suo nuovo etereo spazio dal nome che ne riassume la filosofia: Enigma. Siamo a Barcellona, una delle capitali mondiali dell’innovazione. Qui le tappe un tempo obbligate del classico tour cittadino, Sagrada Familia, Parc Güell, Montjuïc, passeggiata in Rambla, sono ormai relegate in un passato clamorosamente vicino, eppure così sorprendentemente lontano. 

 

 

Sta succedendo qualcosa di importante qui come nelle grandi metropoli del mondo: il digitale sta trasformando il concetto di città, le consuetudini di «fruizione urbana». Si creano, a una velocità impressionante, nuove geografie, nuovi hot spot di incontro e di scambio, nuovi percorsi, spesso sotterranei, invisibili, se pur fortemente collegati, di vita, di relazione, di sviluppo. Parole come connessione, condivisione, semplificazione, smartness sono ormai il vocabolario attraverso cui le persone si rapportano con la quotidianità, con i prodotti, con i servizi. Riavvolgendo il nastro all’indietro, aggiornando le chiavi di lettura lungo queste nuove coordinate, si comprende perché Volvo abbia scelto di battezzare la sua nuova XC40, modello che segna l’ingresso della casa svedese nel segmento dei Suv compatti, lungo questo itinerario inedito della capitale catalana. Un Suv tra le viuzze caotiche del Barrio GÓtico?

 

Potrebbe sembrare un paradosso, e invece una logica c’è. E per comprenderla bisogna fare lo sforzo di ribaltare completamente il paradigma attraverso il quale, da un secolo almeno a questa parte, si è abituati a pensare l’auto. L’XC40, presentata in anteprima mondiale a Milano (altra capitale dell’innovazione globale…) durante l’ultimo Salone del Mobile e ora al suo esordio sul mercato, racchiude nei suoi 4,42 metri di lunghezza dal design interno estremamente intelligente e nelle linee esterne armoniche ma grintose tutti i link capaci di agganciare e guidare questa nuova mentalità. Mettendo al servizio della filosofia «human centric», che da sempre muove Volvo, le tecnologie più avanzate nel campo della connessione e della condivisione.

 

Effettua il login per visualizzare l'articolo completo - clicca qui