Arbiter sorge dall'idea di presentare nell'ormai vasto e desolante panorama dell'informazione mondiale un sito che si occupi di cultura e delle sue infinite sfaccettature, con fine divulgativo e non monetario, conservativo nei confronti dei caratteri salienti del tesoro culturale nonché aperto alle manifestazioni più rilevanti presenti sul territorio. Si tratterà dunque di arte, di storia, di musica, di letteratura e poesia, di itinerari attraenti et similia; inoltre vi si concederà degli spazi in cui chiunque possa adeguatamente esprimere la propria vena creativa ovvero la propria idea riguardo ad un preciso tema. La collaborazione è da considerarsi principio vitale per una duratura presenza ed un fruttuoso rinnovamento.
La scelta del nome ci rimanda ad un ideale arbitrato su quanto scaturito nel corso della storia, dunque si pone solo come un'interpretazione a nostra discrezione che non pretende di essere assoluta né esaustiva, e richiama quello stato di libera critica sui costumi vigenti, elegantiae arbiter, attributo di Petronio (I sec. d.C.), presunto autore del celebre Satyricon.
Motivato dall'intento di rappresentare onde confermare dei valori di riferimento, in contrasto con la perdita di identità che si annida nell'onnivora decadenza e promiscuità culturali della rete, Arbiter si propone di offrire spazio a quanti siano interessati a dare ascolto o ad esprimere una voce controcorrente, atta a rivalutare alcuni aspetti dell'inesauribile ricchezza del patrimonio umano e storico-artistico del nostro paese e non solo, piuttosto che celebrare le realtà effimere cui il caos delle incertezze, e non ultime le attitudini economiche, assoggetta l'uomo, naufrago dei propri orizzonti.
Per questo il titolo di Archivio Culturale Italiano appare quanto mai presuntuoso, venendo lanciato da una macchina impazzita, in cui il tempo e la clessidra non han più nulla in comune, in cui i simboli soccombono al loro svuotamento, alla folle ripetizione degli stessi, ad un'omologazione planetaria volta a cancellare le differenze, e con esse il fascino inesausto del mondo: perché la differenza è bellezza, è crescita intellettuale.
Cercheremo altresì di compiere del nostro meglio, e di proporre soggetti in grado di soddisfare le aspettative che noi stessi ci preponiamo, e di fornire un adeguato strumento per conoscere un poco il vivido mondo della cultura di ogni tempo, onde porsi in direttiva di un nuovo secolo che ci protrae dubbiosi nel suo grembo con una bussola nelle nostre bisacce. E una clessidra.
Sarà un viaggio che prediligerà talvolta la visitazione del passato e delle radici italiche, delle sue arti e dei suoi luoghi più significativi, occuperà il suolo fecondo della classicità e delle fucine del rinascimento, altrove si inoltrerà nell'ambito di paesaggi ed autori stranieri ed esotici, per quanto l'offerta del nostro natio paese è di per sé una vastità in gran parte inesplorata.
Poiché una cultura non è certo un sistema chiuso, bensì un ente in continuo e dinamico confrontarsi con la varietà delle forme in cui essa possa esprimersi ed elevarsi a bene universale.
Detto questo, il mio lungo periodare si dilegua, e se sarete stati pazienti fino a giungere all'ultima riga, il mio benvenuto vi sia gradito. Buon proseguimento.
Petronius |