Ai piedi
del giglio
DI Alessandro Botrè
4' 15''

Appartengono all’infanzia i primi ricordi del calzaturificio di famiglia. Per Marialisa Sani, la fabbrica era un luogo magico: scarpe, macchine, cataste del cuoio pronto a essere tranciato per farne suole. «Gli odori delle pelli e del grasso permangono nella mia memoria», racconta la titolare di Ducal, «come i volti di alcune persone che vi lavoravano: mi affascinava il loro saper muovere le mani con tanta maestria.

La fase finale della lucidatura di un paio di derby a un buco di Ducal, fatta a mano con cera e acqua insistendo in modo particolare sulla punta. Questo tipo di finissaggio, svolto nella bottega di Firenze, conferisce alla pelle una trasparenza e una lucentezza eccezionali.

Poi, a un certo punto della mia vita decisi di dedicarmi agli studi umanistici, non avevo alcuna intenzione di entrare in azienda. In seguito realizzai che disperdere un patrimonio così importante di sapere e tradizione sarebbe stato un vero peccato: negli anni 80 ho cominciato a occuparmi dello stile, ma non solo. Oggi seguo anche la produzione della scarpa durante tutte le sue fasi». Certo, decidere di proiettare nel futuro mezzo secolo di tradizione familiare non era una scelta da compiere alla leggera. L’azienda nasce infatti negli anni 30: il bisnonno di Marialisa, Angiolo Manetti, produceva calzature in un piccolo laboratorio sul Lungarno, che trasferì nella sede attuale di via Aretina 97 alla fine della decade. Quando stava cominciando a impiantare i primi macchinari, scoppia la Seconda guerra mondiale, così il capostipite decide di puntare sulla produzione di scarpe per le Forze armate, continuata sino agli anni 90, quando Ducal forniva le scarpe in vernice e gli stivaletti per l’Accademia Navale di Livorno. In ditta ha lavorato tutta la famiglia: la nonna di Marialisa, artigiana e donna di gusto, il padre Sauro, la madre Giuseppina, che inventò il nome Ducal per dare l’idea di nobiltà, e la sorella Letizia. Il decollo vero e proprio è concomitante con quello economico italiano, corroborato del valore aggiunto di trovarsi a Firenze: la Città del Giglio, pregna di bellezza, arte, artigianato, nel 1951 vide addirittura la prima sfilata di alta moda italiana, nella casa di Giovanni Battista Giorgini. I primi buyer si occupano dell’esportazione dei prodotti verso il mercato americano e ciò interessò anche Ducal.

Due modelli continuativi: la francesina è decorata in alligatore (ducal.it).

 

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