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Audace
Basilea
A Baselworld 2015 la parola d’ordine è stata stupire. Tecnica, design e prezzi: nulla è dato per scontato. Nemmeno il futuro... Ecco le scelte di Arbiter
DI Micol Bolzino Resmini

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La domanda è una sola: in che direzione sta andando l’orologeria svizzera? Le risposte, arrivate dopo i tradizionali otto giorni di Baselworld, la più importante fiera di settore insieme al Salone dell’Alta Orologeria di Ginevra, sono molteplici. Circa 1.500, per la precisione, se vogliamo guardare il numero di espositori che hanno scelto di parteciparvi, molte di più se consideriamo le novità che ciascuno dei marchi ha presentato. François Thiébaud, presidente del Comitato degli espositori  svizzeri ha sottolineato la convinzione del settore «che questo sarà un anno positivo per l’industria, poiché tutti gli operatori hanno continuato a innovare: non solo creando nuovi prodotti, ma anche intensificando la comunicazione con i media e gli acquirenti». 

 

Eppure non si può trascurare un dato oggettivo: questa manifestazione è piaciuta molto alla stampa (più di 4.300 gli addetti ai lavori presenti, in crescita del 7,5% rispetto al 2014) e un po’ meno ai buyer (-3% rispetto al 2014). Tornando alla domanda iniziale, una delle prime risposte, comune a molte case, è quella che vede un crescente impegno nel portare avanti una più attenta politica di ciò che gli inglesi chiamano il «value for money». Molti, infatti, i nuovi prodotti che coniugano un design tutt’altro che scontato con materiali accattivanti e di prestigio e nuovi movimenti di manifattura a prezzi decisamente interessanti per il consumatore finale. 

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