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di me
E farò di voi dei veri gentiluomini. Antonino Ubaldo Caltagirone ha messo nero su bianco le regole per imparare ad avere stile e arrivare al successo nella vita. Certo che l’occasione fa l’uomo elegante non solo per l’abito che indossa, ma anche per il modo di comportarsi e per la capacità di sedurre. Parola di chi ce l’ha fatta...
DI Valentina Ceriani - FOTO DI Andrea Varani - art direction jam communication

Tempo medio di lettura: 5' 5''

Non è un manuale del bon ton, non è un manuale del galateo. Né tantomeno una lezione su «come vestirti se vuoi essere elegante». Piuttosto è «un ragionamento-percorso», per arrivare a raggiungere lo stile del gentleman, «cioè il modo di essere e presentarsi di chi governa con naturalezza, grazia e padronanza qualsivoglia situazione in cui si trovi». Sì, perché con la parola stile Antonino Ubaldo Caltagirone non intende solo il modo di vestire, ma l’insieme di quei valori etici ed estetici, dove quest’ultimi appaiono nulli in mancanza dei primi, che indossa colui che ha raggiunto il successo.

 

Ed è così che l’abito maschile per eccellenza è un abito morale, fatto di principi, regole, che passano attraverso l’attitudine al bello e al piacere di nutrirsi di bellezza, alla cultura e alla conoscenza. Strumenti necessari per migliorarsi, per affermare la propria personalità; un salto di qualità interiore, mentale, che faccia emergere una persona rinnovata. Quel gentiluomo che non può non sapere che l’occasione fa l’uomo e che oltre all’abbigliamento consono alla situazione sono richiesti comportamento e seduzione. Antonino Ubaldo Caltagirone lo sa bene e lo ha imparato fin da piccolo, quando, dopo essersi trovato a una festa in cui lui era completamente a disagio sia per i vestiti che indossava sia per gli argomenti di conversazione degli altri invitati, come per esempio il golf «inteso come gioco, quando per me la parola si riferiva al maglione che indossavo, sferruzzato in casa da mia madre», ha capito che il sentirsi un pesce fuor d’acqua gli faceva provare solo il desiderio di imparare in che modo non essere da meno. E ci è riuscito, complice l’incontro con la «guida di cui avevo estremo bisogno: Monsù Giovanni Borella. L’uomo che mi ha cambiato la vita (come ora sarei disponibile a cambiare la vostra)».

 

 

 
 
 
 
 
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Nel dire questo Antonino non sale in cattedra, ma si offre maestro come il Monsù del negozio di abbigliamento di Torino ha fatto con lui… Lo fa con grande umiltà, la stessa che chiede a chi decide di seguire l’itinerario che porta dritto al successo, affidandosi e fidandosi del suo libro I segreti dello stile – Scopri il gentleman che c’è in te. Un racconto a cuore aperto di chi ce l’ha fatta e sa che qualsiasi uomo, se vuole, può raggiungere il successo. Basta volerlo. Quindi il primo passo è porsi con sincerità di fronte a se stessi, per iniziare il percorso «che ognuno intraprenderà rispettando sempre la propria personalità, identità e autenticità», precisa Caltagirone. Fugando così ogni dubbio che il risultato finale possa somigliare più a un’eleganza costruita, artefatta, lontana da quella disinvoltura che appartiene di diritto al vero arbiter. «Il mio libro dà delle indicazioni che permettono di migliorare la propria immagine, perfezionando il proprio stile, così da potersi sentire a proprio agio in ogni situazione e tagliare il traguardo del successo».

 

 

 
 
 
 
 
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Lo stile è cultura, è tradizione, conoscenza, passioni, che si sublimano nell’arte di trovare il giusto equilibrio tra «vestimenti, comportamenti e seduzione». In un mondo basato sulla comunicazione anche l’immagine è molto importante, «bastano meno di 10 secondi perché chi abbiamo di fronte si faccia un’idea su di noi», continua l’autore del libro, «dovremmo dunque fare una riflessione su quello che il nostro aspetto comunica. Io credo che ogni uomo desideri fare “bella impressione” nel più breve tempo possibile». Dunque, libro alla mano, che la lettura abbia inizio. «E state tranquilli che vi accompagno per tutta la durata del viaggio». Un viaggio che non può esistere senza due condizioni: «L’apprendimento e, dunque, la comprensione di quelle che sono le regole irrinunciabili per costruire un’immagine coerente con le proprie strategie, e la disponibilità ad ascoltare, ma anche a fare fatica, impegnandosi in un’opera di miglioramento ininterrotto». Dove il primo passo non è quello di comprare una camicia bianca o un blazer blu, ma di aprirsi all’insegnamento con umiltà e sapersi rimettere in discussione. Lo stile e l’eleganza non si misurano sul numero di volte che l’uomo va dal sarto in un anno, ma dalla capacità di padroneggiare le regole della distinzione. Così il gentleman sa che ogni occasione che gli si presenta (formale, informale, incontro conviviale, colloquio di lavoro), richiede tre approcci: 

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