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Vestirsi con stile
i codici dell'uomo elegante
Orologio e cravatta: i due simboli dell’eleganza maschile diventano insegnamento di vita. Arbiter con Baume & Mercier, Marinella e Cilento danno vita a una conferenza-spettacolo tra Milano e Roma
DI Mattia Schieppati - FOTO DI Claudia Calegari e Guido Fuà

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Tempo medio di lettura: 2' 45''

Primo dato, statistico: degli oltre 300 partecipanti, tutti under 35, la metà dei presenti in sala, sia a Milano sia a Roma, erano ragazze. Secondo dato: al termine di entrambe le serate, sono state sempre le ragazze ad avvicinarsi, con interesse e complicità, ai due relatori per approfondire alcune delle affermazioni emerse durante l’ora e passa di conferenza-spettacolo. Non ci sarebbe niente di strano (la donna, si sa, è per natura curiosa…), se non che il tema affrontato nel corso delle due «Lezioni di stile» (il 3 novembre, a Milano, presso Palazzo Parigi; il 10 a Roma, nei saloni di Palazzo Montemartini) è stato il racconto, con tanto di rappresentazione pratica, delle regole e degli accorgimenti per vestirsi ogni giorno secondo i canoni consolidati dell’eleganza maschile.

 

Esatto, eleganza maschile. Tanto che a fare da cardini alle due lezioni, tenute dal direttore di Arbiter Franz Botré e dell’elegantiarum editor della rivista Giancarlo Maresca, sono stati i due accessori attraverso i quali si esprime la pertinenza maschile: la cravatta e l’orologio (qui ottimamente rappresentato da tre modelli della collezione Classima di Baume & Mercier, Maison insieme alla quale Arbiter ha ideato e realizzato l’iniziativa). Essenziale il format delle serate, pensato per consegnare ai ragazzi in sala poche ma chiare nozioni su quel che è bene fare quando si apre l’armadio e si decide cosa indossare. Su un palco, allestito come fosse la cabina armadio di un uomo, Botré e Maresca hanno via via introdotto, presentato e rappresentato tre diversi tipi di abbigliamento e abbinamento di capi e accessori capaci di rispondere in maniera pertinente a tre situazioni quotidiane: un dress code informale e rilassato, pensato per il fine settimana; un dress code formale per affrontare la realtà lavorativa, e infine due proposte per la sera, dall’abito blu fino al «codice perfetto», come lo definisce Maresca, dello smoking.

 

 

 

Per ciascuna delle tre occasioni, suggerimenti molto pratici, espressione della cultura etica ed estetica dei due relatori, prodighi di consigli sul come orchestrare tutti gli elementi del proprio guardaroba affinché ci si senta sempre abbigliati nel modo giusto al momento giusto. Perché «il modo di vestire», ha sottolineato Botré, «è il nostro primo biglietto da visita, l’elemento che subito annuncia chi siamo e che rispetto abbiamo di noi stessi, oltre che dei nostri interlocutori. Perché un conto è coprirsi, un conto è vestirsi», continua Botré: «per vestirsi bene non ci vogliono soldi, ci vuole cultura e pertinenza».

 

 

 

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