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Così ho dipinto
Eugenio di Savoia
Sotto le rughe di saggezza divampa l’impeto del condottiero. Parte dalle cromie il racconto artistico di Eugenio, difensore dei confini europei e apolide nello stesso tempo
DI Arturo Calce

Arturo

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Come titolo per questo mio lavoro ho pensato a «La giacca rossa di Eugenio di Savoia». Mi piace pensare che la giacca supplisca al vuoto lasciato dal suo cuore peregrino che si dice essere stato ceduto alla Basilica di Superga in Italia da quella casata asburgica che ne trattenne il corpo a Vienna, dove il prode condottiero aveva guidato le imprese dell’esercito imperiale per un’intera vita. Il mio sguardo ha affrontato questo personaggio collocando al centro della scena questa macchia rossa, come se sottolineasse la ferita lasciata nel suo petto. Il resto del quadro è tutto giocato su colori complementari o neutri, come a voler fare da cornice contenitiva al divampare della sua passione. 

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