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Così ho dipinto
l'uomo che sfida il mare
Sulla copertina di Arbiter il mare è il grande assente. Non si vede, ma viene evocato dal vento che gonfia le vele, e dallo sguardo deciso di chi sta al timone, e lo affronta sicuro
DI Paolo Mancini

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Tempo medio di lettura: 1' 20''

Raccontare il mare. Non solo. Raccontare il mare come terreno di sogno, e di sfida, con cui da sempre l’uomo ha provato a fare i conti. Il mare è una mia passione, la navigazione a vela mi piace, mi affascina, mi diverte, quindi in un certo senso pareva una cosa facile misurarsi con questo elemento, raccontare quel senso di infinito che prova chi lo percorre, anche solo a bordo di una piccola barchetta. Ma dovevo cambiare prospettiva.

 

Ecco, l’idea che sta alla base dell’immagine di quest’opera è il punto di vista. Siamo di fronte al vascello che, nel percorrere la sua rotta, viene verso di noi. L’idea è qui. Il vascello, il suo viaggio ci prenderà e porterà con sé. Le vele e il vento lo muovono. Le vele, forma e colore, vengono disegnate dal vento. Tutto ciò ci ricorda il mare, il vero protagonista assente, evocato dall’immagine. Il mare. Noi siamo il mare. Per questo possiamo guardare con tranquillità alla potenza di questo veliero che ci viene incontro e ci porterà in luoghi lontani. Il comandante e il suo aiuto definiti solo dall’ombra del loro profilo scrutano all’orizzonte. Ci sarà tempo per scoprirne il volto. Ma già sappiamo della loro audacia e sguardo sicuro. Che sia un buon vento.

 

Scopri l’opera di Paolo Mancini realizzata in esclusiva per Arbiter 

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