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Così ho disegnato
Steve Jobs
La composizione segue il metodo della scrittura automatica, cara ai surrealisti. Un’opera che nasce di getto, dal dialogo tra matita e digitale
DI Massimo Pasca

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Tempo medio di lettura: 1' 40''

Ho creato questa illustrazione usando il mio metodo consueto. Per qualche ora ho riflettuto sulla figura di Steve Jobs fino a scegliere di riprodurre con il mio stile l’icona che nell’immaginario collettivo è maggiormente impressa, quella che lo rende subito riconoscibile. Tutto intorno il caos, un caos di oggetti sovrapposti, accessori, abiti, auto, oggetti a volte deformati per dare una sorta di movimento e armonia che dialogasse con la figura principale. Quando non conosco intimamente una forma la cerco sul web e quella che esce per prima nella mia ricerca, o comunque quella che ritengo maggiormente pop, la ricopio, faccio delle prove e infine la disegno sul mio foglio.Una sola volta.

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Nel realizzare il mio disegno uso pochissima matita, a volte non la uso per nulla, questa volta è stata necessaria per il viso del nostro protagonista, le barche e le auto. Tutto il resto è stato realizzato di getto, senza pensare troppo. Il mio modo di segnare il foglio prende spunto dai dettami della scrittura automatica, quella cara ai surrealisti; in lavori come questo, le parti disegnate sono come dei frame cinematografici di piccole dimensioni. Fatto il disegno, passo quindi al digitale, e al computer riempio tutte le parti in maniera catartica, zoomando e rimpicciolendo, creando una sorta di colore che funzioni nel piccolo e nella grande dimensione. Credo che il connubio tra disegno fatto a mano e colorazione al computer dia quella sensazione di fuggevolezza del tempo, di non definitivo che mi piace moltissimo, perché sottolinea il nostro tempo.

 

Guarda l’opera di Massimo Pasca realizzata per Arbiter 

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