EDITORIALE CATEGORIA NEWS BOCCIATI & PROMOSSI RUBRICHE EVENTI INVIA LE TUE STORIE

E NON DITE CHE

SIAMO PICCOLI

I Menuder, che in dialetto brianzolo significa «i minuti», sono sempre stati soprannominati con questo appellativo: ma nella loro lunga tradizione di famiglia hanno dimostrato di saper essere dei grandi artigiani

DI Alessandro Botrè - FOTO DI Laila Pozzo
Tempo medio di lettura: 2' 45''

La calzatura fatta a mano su misura è un’opera d’arte: si parte da un’idea e in oltre 30 ore di lavoro si arriva al prodotto finito. Richiede tempo, sensibilità e manualità». La famiglia Barzaghi, di Giussano, nell’operosa Brianza, è nota da un secolo in paese come «i Menuder», che in dialetto locale significa «i minuti», in riferimento alla loro corporatura esile. Caratteristica ereditaria, come l’ars sutoria. Oggi la stirpe è ben rappresentata da Emanuele Barzaghi, 40 anni, quarta generazione alla guida della calzoleria di famiglia chiamata per l’appunto Menuder, in omaggio alla tradizione. «Il soprannome lo diedero ai miei nonni, come si usava all’epoca», racconta Emanuele. «Anche se in verità a iniziare con l’attività di calzolaio fu il mio bisnonno Giuseppe, che gestiva con un socio una bottega a Milano a fine ’800. Era un appassionato di musica, suonava nella banda del paese, e quando fu stanco di fare la spola tra la Brianza e la metropoli decise di lasciare il negozio all’amico e di mettersi in proprio nella sua Giussano. L’attività come la conosciamo oggi, battezzata Menuder, venne sviluppata da suo figlio Angelo, mio nonno, cui seguirono mio zio Gianfranco, che mi dà ancora una mano, e mio padre Alberto, ormai in pensione». Emanuele è cresciuto in bottega, si è appassionato e all’età di circa 20 anni è stato iniziato all’arte. «Come in tutti i mestieri non si smette mai di imparare», precisa. «Oltre ad avere a disposizione la bottega di famiglia, ho anche avuto la fortuna di conoscere uno dei più grandi maestri, che lavorava per le maggiori calzolerie milanesi. Poi mi piace pensare di averci messo qualcosa del mio».

Le scarpe vengono confezionate interamente a mano e su misura all’interno del laboratorio: quasi tutte le paia prodotte tramite le lavorazioni goodyear e norvegese, ma per chi vuole spendere un po’ di meno si può cucire a blake. I prezzi sono comunque di riguardo e partono da 900 euro per la cucitura manuale e da 700 euro per quella a macchina. I pellami sono di prima scelta, prevalentemente di vitello e forniti da una conceria francese, per ogni taglio si ricavano due o tre paia rigorosamente nel cuore, il fiore, lasciando lo scarto per le scarpe di prova o per le riparazioni, che insieme alle risuolature costituiscono un servizio offerto da Menuder, anche per riempire i tempi morti di attesa insiti nella costruzione manuale. Per le fodere viene utilizzata la capra, lasciando il vitello solo per chi richiede modelli più robusti. Possono naturalmente lavorare anche pellami esotici, ma in Italia non vanno molto, oltre a essere costosi.

Effettua il login per visualizzare l'articolo completo - clicca qui