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Questo non è
un miraggio
Con la personalizzazione estrema del servizio Etihad Airways mira a vincere la grande sfida del futuro: fare del piccolo Emirato un hub globale. Portando il mondo dove 50 anni fa era tutto deserto...
DI Mattia Schieppati

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Tempo medio di lettura: 1' 55''

La favola che si respira qui potrebbe intitolarsi: «La formica e la formica». Niente cicale, anche se le immense risorse che sgorgano dal sottosuolo e le leggende (molte, vere) sugli sfarzi della famiglia regnante farebbero pensare a tutt’altro. Come l’autodromo da Formula 1 realizzato all’interno della marina, a metà tra architetture futuristiche e dolce vita Monte-Carlo style. O la moschea Sheikh Zayed, un candido complesso di cupole e minareti che copre un’area di 12 ettari, tutto in marmi italiani e cristalli tedeschi, realizzato in soli sette anni con un investimento di un miliardo di dollari.

 

O le torri in vetro, acciaio e cemento del distretto finanziario sorto negli ultimi dieci anni. In Italia le bollerebbero come «grandi opere», qui ad Abu Dhabi sono semplicemente opere, perché dopo essersi inventati il presente (fino a 50 anni fa, qui, era tutto deserto: la prima strada asfaltata è del 1961 e la classe di potere rivendica con orgoglio fin dall’abbigliamento il recente passato beduino) la favola della formica che si vive qui è l’unica via possibile per inventarsi un futuro. Geologia e buon senso dicono che la pacchia degli introiti garantiti dal petrolio non durerà più di altri 50, 70 anni, e quindi la lungimiranza sta nell’investire oggi in idee e in dollari per immaginare che cosa potrà essere, da qui a mezzo secolo, questo arcipelago di isolotti attaccati al deserto pietroso della penisola arabica.

 

La volontà, tradotta in progetti, è che diventi un hub, uno snodo fondamentale per tutte quelle rotte che dall’Europa e dagli Stati Uniti portano verso Oriente, Cina e India e addirittura Australia, ma perché no anche verso l’Africa, continente del boom futuro. Qui, in quanto a ore di volo, siamo al crocevia perfetto del mondo. Ecco la «killer application» per convincere il mondo a passare di qui.

 

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