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Nel cuore
del Cigno
Compiono 50 anni i cantieri Nautor’s Swan, modello di un sapiente innesto della capacità manageriale italiana sul rigore progettuale nordico. Così li racconta l’imprenditore-marinaio Leonardo Ferragamo
DI Damiano Iovino

Swan-Nautor's-Swan-2011

Tempo medio di lettura: 4' 35''

Bianco, blu, legno, un pizzico di carbonio. Agitare, non shakerare. Ecco il cocktail perfetto, lo Swan: ha 50 anni, l’età in cui affiorano nuove passioni. Parliamo di una barca a vela, anzi di più di 2mila barche a vela uscite per solcare i mari di tutto il mondo dal cantiere Nautor di Pietarsaari, in Finlandia, fondato nel 1966 da Pekka Koskenkyla. In tutto il mondo sono ammirate e rispettate. Perché sono belle, veloci, eleganti e confortevoli. Ma, soprattutto, sono sicure. La ricetta ce la racconta Leonardo Ferragamo, che nel 1998 ha acquisito la maggioranza e oggi è il Group executive chairman di Nautor’s Swan. Ci accoglie nel Palazzo Spini Feroni, nel cuore di Firenze, dal 1936 quartier generale delle aziende di famiglia. Il palazzo è del 1200 ma la sala riunioni di Nautor’s Swan ricorda i più moderni yacht club: pareti chiare, foto di barche, i trofei delle Rolex Swan Cup, mezzi scafi, un grande tavolo di legno chiaro coperto al centro da una striscia di cuoio rosso.

 

Fuori c’è il caldo afoso dell’estate fiorentina, ma Ferragamo come sempre indossa il blazer blu che è ormai la sua seconda pelle, camicia bianca a righe blu e cravatta. Viene da pensare che se li tolga solo per indossare la polo bianca con l’elegante logo della sua barca, il Solleone, il primo Swan 115, il più grande, sinora, degli yacht della Nautor. Nella sala spicca il modellino di un Flying Dutchman, la deriva di 5 metri che gli fu regalata a 15 anni, dopo che il fratello Ferruccio gli aveva fatto scoprire il mondo della vela. Quella barca Leonardo la conserva ancora, ma nel 1988 acquistò il primo dei suoi sette Swan, un 51 piedi che lo portò nel magico mondo dei carpentieri dei mari del Nord.

 

«Con Swan è stata una storia d’amore a prima vista», ama raccontare: «Ho apprezzato, sin dai miei primi passi nella vela, l’eleganza delle sue barche, la loro affidabilità e le performance. Un insieme di fattori che mi ha portato a prendere una delle decisioni più importanti della mia vita, quella di entrare in questa compagnia». Una passione che brilla ancora oggi nei suoi occhi azzurri, quando lo si interroga sul futuro dell’azienda che ha appena passato la boa dei 50 anni: «Lo sviluppo della casa mi vede coinvolto quotidianamente nelle scelte strategiche e di design: lavoriamo all’ampliamento della gamma sia verso il basso sia nel segmento Maxi. Abbiamo appena consegnato due Swan 115, la quarta imbarcazione verrà varata a novembre, entro la fine dell’anno sarà presentato il nuovo Swan 95». 

 

 

 

 

Il 2016, nella storia del cantiere, segna un passaggio importante. «Questo per noi è un anno straordinario», spiega Ferragamo, «perché ricorrono i 50 anni dalla sua fondazione e uno dei progetti più innovativi è stato svelato lo scorso 2 luglio, in Finlandia, alle celebrazioni per il cinquantenario. Parliamo del nuovo ClubSwan 50, imbarcazione one-design con circuito di classe, disegnata da Juan Kouyoumdjian, otto unità vendute prima ancora della fine della costruzione. Non vedo l’ora di provarla. A gennaio abbiamo presentato il nuovo concept di Swan 78 e, a breve, comunicheremo anche le altre novità dell’azienda». Per i non addetti ai lavori «imbarcazione one-design con circuito di classe» suona come una delle tante formule incomprensibili del linguaggio velico; per gli armatori che vogliono cimentarsi in regata è un richiamo delle Sirene. In sostanza, vuol dire che le barche di quella classe sono tutte uguali, che ci sarà un circuito di sfide riservato a loro e, soprattutto, che in regata al timone ci sarà l’armatore. Potrà avere a bordo i migliori velisti del mondo, ma sarà lui a mettere le mani sul timone.

 

Mani che non gli serviranno solo a firmare assegni per acquistare un gioiello e ingaggiare un buon equipaggio, ma anche per portare la sua barca alla vittoria. Con il ClubSwan 50, Nautor si propone di ripetere le fortunate esperienze dello Swan 45, che dal 2001 coinvolge gli armatori in un serrato circuito di regate, dello Swan 42, nato all’origine come barca sociale del New York Yacht Club e oggi diffuso in tutto il mondo, e del Gazprom Swan Class 60. Una delle chiavi di successo degli Swan è la passione dei suoi artigiani: quasi tutte le componenti delle barche sono costruite in casa, con la stessa meticolosità dei laboratori dei grandi marchi dell’orologeria.

 

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