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Tartufo
for president
Dal dopoguerra il presidente degli Stati Uniti riceve questo prodotto dal gruppo Urbani, che adesso ha deciso di deliziare anche i palati dei senzatetto di New York
DI Andrea Bertuzzi

alta-risoluzione

Tempo medio di lettura: 1' 30''

Un tartufo bianco di oltre un chilo. È stato recapitato al presidente degli Stati Uniti Barack Obama il giorno della sua elezione. Era successo anche a George W. Bush, Bill Clinton e così via, a ritroso, fino a Nixon. Evidentemente non è stato raccontato proprio tutto delle elezioni presidenziali… «Siamo fornitori di tartufi della Casa Bianca dal dopoguerra», spiega Pietro Borroni, direttore commerciale del Gruppo Urbani Tartufi, azienda di S. Anatolia di Narco, in provincia di Perugia, 200 dipendenti, cinque sedi negli Stati Uniti, 45 milioni di euro di fatturato. «A ogni elezione la famiglia Urbani invia al neoeletto un tartufo bianco. La Casa Bianca poi risponde sempre con una lettera ufficiale di ringraziamento firmata dal presidente. Per noi è il simbolo del legame con gli Usa, che rappresentano il nostro primo mercato in assoluto (le esportazioni sono il 70%, di cui più della metà a stelle e strisce, ndr)». L’azienda, oggi ambasciatrice di tartufi made in Italy nel mondo, è stata fondata nel 1852 a Scheggino da Carlo Urbani che, con l’insostituibile aiuto di sua moglie Olga, non solo diventò pioniere della tartuficoltura in Italia, ma fu anche il primo a organizzare la lavorazione di questo prodotto d’eccellenza e un’intensa attività commerciale intorno ai suoi fidati cercatori del pregiato tubero: i cavatori. Insomma, raccontare la storia della famiglia Urbani è come ripercorrere quella del tartufo. 

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