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Guida a Pitti Uomo 89
per veri Arbiter
Dalla Fortezza da Basso agli appuntamenti in città. Gli stand e gli indirizzi per vivere Firenze durante i giorni dedicati al mondo dell’abbigliamento maschile
DI Valentina Ceriani

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Tempo medio di lettura: 4' 50''

Contaminazioni di stili. Generi che non hanno più una linea di confine. Lui, lei: chi indosserà cosa? E ancora, incontro di generazioni, dove l’età è uno stato mentale e non anagrafico, pronta persino a scardinare quelli che dovrebbero essere i codici imprescindibili dell’abbigliamento maschile. Quelli che ogni Arbiter elegantiarum dovrebbe rispettare e desiderare di fare suoi. Il tempo, la velocità con cui ci passa davanti, sono nemici dello stato dell’arte del guardaroba maschile. Una continua rincorsa alla voglia di apparire, di farsi notare, di esserci, costi quel che costi: persino abbigliandosi nei modi più «estremi». Testimone (impassibile?) di ciò che accade è il Pitti Immagine Uomo, che a ogni appuntamento lancia, o meglio rilancia, il tema, che poi dovrebbe riassumere la tendenza della moda uomo della prossima stagione. Tendenza? Moda? Già, ma che fine hanno fatto le parole eleganza, stile, personalità, scelta? Quelle che il lettore di Arbiter conosce e che ricerca anche tra le novità che questo appuntamento dall’eco internazionale propone. E così ecco la domanda fatidica: come si vestirà l’uomo del prossimo inverno? Abito o jeans e giubbotto? Una scarpa doppia fibbia o una sneaker? Cappotto o piumino? Che il Pitti salvi la qualità!

 

Ma lo è, è assolutamente salva: lo assicura Andrea Cavicchi, imprenditore tessile pratese, nuovo presidente del Centro di Firenze per la Moda Italiana, che controlla Pitti Immagine e dunque si occupa della promozione, dello sviluppo e del prestigio di Pitti Uomo, Pitti Bimbo e Pitti Filati in primis e poi delle altre manifestazioni come Taste e Pitti Fragranze. Un compito importante, il suo, a cominciare dal fatto che il suo predecessore Stefano Ricci ha svolto un lavoro di promozione internazionale e di riorganizzazione della holding davvero eccezionale.

 

«All’interno di Pitti c’è una squadra di lavoro che ha il compito di vigilare sulla qualità delle aziende e quindi delle loro proposte», spiega Cavicchi. «Si tratta di una grande responsabilità, fondamentale. Il team si occupa di fare scouting a livello internazionale per scoprire nuovi nomi, va personalmente a visitare le imprese, a controllare i prodotti, per decidere così chi e che cosa portare avanti o meno. Questa è per noi una delle attività più importanti». Garante di quella qualità che chi viene al Pitti Immagine Uomo si aspetta di trovare dal Piano Attico al Piano Inferiore del Padiglione Centrale, fino a tutti i Padiglioni della Fortezza da Basso. Su cui l’attenzione del mondo dell’abbigliamento maschile è altissima, non dà segni di cedimento, anzi: «Abbiamo davvero tantissime richieste di partecipazione, addirittura liste di attesa di nuove aziende, e chi ritarda a dare la propria conferma rischia di perdere il posto», continua il nuovo presidente. «è molta l’attenzione sul Pitti, c’è un grande dinamismo ed è un momento di investimenti importanti nel mondo della moda, anche a livello internazionale».

 

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Andrea Cavicchi, presidente del Centro di Firenze per la Moda Italiana; era già presente nel Consiglio del Cfmi ( vicepresidente).

 

Accade così che accanto ai big del settore, i veterani della Fortezza da Basso, ci siano tante nuove piccole imprese, «si pensi che il 60% di queste aziende non supera i 5 milioni di euro di fatturato. Realtà in crescita, capaci di presentare un prodotto che conquista l’interesse del pubblico». è lui uno degli attori principali della kermesse fiorentina, un fenomeno che non può non far discutere: internazionale, con uno spiccato interesse per quei look che non passano inosservati, pronti a catturare l’obiettivo di fotografi che poi postano in rete il lavoro della giornata. Anche questo è il Pitti o, meglio, «è il contorno. Alla fine diventa una caratteristica della fiera», dice Andrea Cavicchi. «Intorno al Pitti Uomo c’è una serie di persone che fa tendenza, ricerca, il cui ruolo è importante per la moda uomo». Una moda in continuo fermento, che dimostra di sapersi rinnovare, pur mantenendo salde alcune tradizioni: «Come nel Classico Italia, dove ritroviamo i nomi importanti dell’abbigliamento maschile, con una grande tradizione e una storia alle spalle. è anche vero però che molti loro “colleghi” hanno scelto di non stare lì». Un «contenitore» da difendere, ma che deve comunque saper guardare avanti. Anche questa del resto è una delle qualità di una grande azienda.

 

 Pitti Uomo 89 per veri Arbiter

 

Scopri qui sono gli stand che un vero vero Arbiter non deve perdersi alla prossima fiera dedicata all’abbigliamento e all’eleganza maschile.

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