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Eclettico
Meneghino
L’architetto Piero Castellini, sempre alla ricerca del nuovo, ha costruito un codice estetico intorno ai valori delle Wunderkammer
DI Alessandro Botré - FOTO DI Laila Pozzo

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Tempo medio di lettura: 2' 20''

Non deve esserci uno stile, tutto dev’essere scoordinato: ecco il segreto dell’eclettismo. Nella costruzione di un’architettura come di un guardaroba. Nell’arredamento, nel restauro, nei colori penso di essere molto coerente con il modo in cui vesto». Così è sintetizzato il pensiero estetico di Piero Castellini, architetto milanese nipote del celebre Piero Portaluppi. Tanto per citare qualche opera, a Milano Portaluppi vuol dire il Planetario, Villa Necchi Campiglio, il restauro di Santa Maria delle Grazie bombardata. Ultima, ma non per importanza, la Casa degli Atellani: edificata alla fine del ’400, sotto Lodovico il Moro, venne acquistata nel 1919 da Ettore Conti ai conti Martini di Cigala, per essere trasformata da Piero Portaluppi, nonno di Piero Castellini, a cui successivamente rimase (Conti, senza figli, adottò la nipote, moglie di Portaluppi). Danneggiata dalle bombe alleate, viene ricostruita come la conosciamo tra il 1946 e il 1952 sempre dal Portaluppi.

 

In uno degli appartamenti della struttura risiede oggi Piero Castellini, il quale l’ha arredato come una sorta di Wunderkammer, una camera delle meraviglie. Il guardaroba non è da meno. «Ho avuto un padre», racconta Castellini, «che ci ha sempre insegnato a non accontentarsi delle cose che si trovano sul mercato. Per esempio, subito dopo la guerra, indossavo il Dufflecoat, cioè il Montgomery. Era corto, carta da zucchero, della Marina inglese. Ho sempre cercato la digressione rispetto al classico, tenendo presente il colore, cercando di non seguire una corrente ma di inventare».

 

Inevitabile la passione per tutto ciò che con un piccolo tocco cambia l’insieme, come fazzoletti, foulard e cinture. Continua Castellini: «Molti anni da ragazzo in Inghilterra hanno affinato questa passione, che passa anche attraverso le camicie e le stoffe. Pur nella più grande semplicità del lavoro, per me è importante una botta di fantasia. Le trame che preferisco sono tutta la gamma di stoffe ispirate al Principe di Galles, le stoffe per le giacche sportive, le giacche austriache nelle varie versioni di velluto, panno, gabardine, il casentino di cui ho una collezione di svariati colori: verde, tabacco, arancione eccetera, con e senza collo di volpe».

 

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