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Eleganza
uniforme
Rigore, disciplina, strategia. È sulla base dei valori appresi e interiorizzati nell’Esercito che Raffaello Carnà ha conquistato il proprio stile
DI Alessandro Botré - FOTO DI Beatrice Pilotto

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Tempo medio di lettura: 1' 40''

Molta gente si dà un traguardo senza affrontare le tappe per conseguirlo, mancandolo. Io ho imparato invece a raggiungere l’obiettivo mediante una strategia e un percorso tattico, tanto nella vita quanto nell’abbigliamento». Entrato nell’Accademia militare di Modena a 17 anni nel 1990, Raffaello Carnà ha interiorizzato sin da giovane l’idea di uniforme, della regola, del rigore, della disciplina finalizzata, sviluppando un autentico approccio all’esistenza, che applica nella vita di tutti giorni. Già dai tempi dell’Accademia intuiva che quel metodo gli sarebbe servito nel lavoro, nella famiglia e nella cabina armadio, così come allora gli serviva nello studio o nella cura della divisa. Dopo aver girato l’Italia ed essersi congedato con il grado di capitano dell’Esercito nel 2001, ruolo amministrativo, si è dedicato alla carriera universitaria in campo economico divenendo docente, per poi laurearsi in scienze politiche nel 2005.

 

Dal 2006 vive con la moglie e due figli in centro a Milano, e nel suo appartamento di un palazzo razionalista conserva buona parte del guardaroba, forte di altri due distaccamenti in provincia di Catanzaro, sua terra d’origine, e ad Alghero. Ha una predilezione per i tessuti pesanti, che indossa anche d’estate se a trama larga in quanto normalizzano la temperatura corporea. La maggior parte tessuti sono inglesi, che coniuga in abiti, cappotti e giacche di taglio partenopeo, recandosi mensilmente dai sarti preferiti: Giovanni Celentano di Roma, i napoletani Mimmo Pirozzi e Antonio Visone e il giovane Campus di Sassari. 

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