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Lectio
Magistralis
Salvatore Parisi, psicologo ed esteta, per costruire la sua cabina armadio ha fatto proprio l’adagio di Balzac: unità, nettezza e armonia. Perché l’uomo deve avere un’alta opinione di se stesso
DI Alessandro Botré - FOTO DI Guido Fuà

Tempo medio di lettura: 4' 15''

Se penso a Salvatore Parisi, immediatamente scatta un riflesso che fa lampeggiare nella mia mente visioni di giacche in tweed, blazer blu dai bottoni sfavillanti abbinati a cravatte regimental, pantaloni beige dalla stazza granitica, tutto avvolto in una nuvola azzurrina di sigaro Avana, sullo sfondo dell’isola di Skye. Eminente psicologo, esteta, partenopeo ma romano d’adozione, ha accumulato, in una vita di ricerca, un guardaroba che potremmo tranquillamente definire dannunziano. Anche se lui si sente più affine a un altro grande esteta: Hermann Göring.

 

 
 
 
 
 
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Racconta: «Da quando ho letto il Trattato sulla vita elegante di Honoré de Balzac, ho trovato nell’assioma unità, nettezza e armonia la migliore sintesi di ciò che è necessario affinché si possa realizzare l’eleganza. Per quanto riguarda l’abbigliamento maschile l’assioma balzachiano obbliga l’uomo a dosare con prudenza le proprie velleità narcisistiche. L’abbigliamento e la psicologia hanno profonde affinità: soltanto l’uomo sicuro di sé o meglio l’uomo che ha un’alta opinione di se stesso e che sa riconoscere il ridicolo può ambire al “vestire elegante”. L’uomo insicuro, con poca personalità che ricerca l’originalità estrema sprofonda nel ridicolo superando il confine poco definito che separa la vera eleganza dal ridicolo patetico. Ciò è facilmente riscontrabile passeggiando a Pitti Uomo, dove è possibile incontrare uomini dall’eleganza raffinata ed eccentrici buffoni».

 

Salvatore Parisi con parte delle giacche in tweed.

 

Sono ben pochi i capi che Salvatore Parisi acquista oggi già confezionati. Prevalentemente indaga sulle bancarelle di Portobello e in altri negozi vintage di Londra, ma spesso anche a Roma al mercato di Porta Portese: cappotti, impermeabili, bomber e cravatte degli anni 30/50, che per fattura industriale e per qualità del tessuto sono insuperabili. Sin da piccolo Parisi ha vestito con abiti sartoriali, realizzando tutto su misura, spesso su suo disegno: vestiti, giubbotti, camicie, cinte, pigiami, accappatoi, boxer, vestaglie, costumi da mare, fazzoletti, scarpe, sahariane ecc. Ovviamente il su misura negli anni ha coinvolto anche gli accessori e i materiali di consumo del tabacco. Molti capi hanno come ispirazione quelli in uso negli anni 30/40: «Tempi nei quali l’uomo aveva evidentemente un’altissima opinione di se stesso», puntualizza. Parisi osserva, legge, medita e con gusto apporta magari alcune modifiche che rendono oggi quei capi attuali e comodi. Quindi li commissiona ai suoi artigiani.

 

L’esempio di una sua invenzione di cui è particolarmente fiero sono i passanti sul polsino della camicia che bloccano l’orologio. Ma anche le giacche sportive cinque tasche a toppa (quattro più ticket pocket), il colletto della camicia «a bombarozzo», le camicie in oxford sul modello in dotazione alle truppe americane in Vietnam, la sua personale sahariana che fa realizzare alla camiciaia Stella Sabatini, dalle strepitose proporzioni. I tessuti per lui devono avere un certo spessore, ovvero una tessitura particolarmente ritorta. Non usa cashmere, cammelli e nient’altro che sia morbido. D’inverno indossa prevalentemente tweed e shetland, in estate cotoni e lini.

 

 

Un angolo della cabina, con la collezione di valigie inglesi.

 

 

La sua cabina armadio, per quanto vastissima e ricercata, non è frutto dell’applicazione di alcun metodo. «Di questo me ne pento», dice. «Da buon accumulatore ogni qualvolta che ho scoperto un filone di capi che mi piacevano ne ho fatti produrre quantità smisurate, privandomi della possibilità di far confezionare abiti essenziali per un guardaroba che si rispetti e che tuttora mancano nel mio. Mancano per esempio un frac, un tight, un cappotto nero da smoking, una giacca norfolk. Però ho almeno 12 blazer». Di sarti ne ha avuti due:

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