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Così ho disegnato
Leonardo da Vinci
«Un’avventura dello sguardo», così definirei la ricerca di ogni artista e in particolare di Leonardo, in omaggio al quale ho usato una tecnica innovativa con lo smartphone
DI Francesco Beneggi

Tempo medio di lettura: 1' 40''

Sovente capita di trovarsi inibiti, paralizzati di fronte al bianco della tela, poiché su quel bianco sempre si deposita l’intera storia dell’arte. Se poi ad abitare il bianco, nel mio caso non di una tela ma dello schermo del telefono, strumento che ultimamente utilizzo per disegnare, è Leonardo da Vinci, allora l’imbarazzo non tarda a presentarsi.

 

Per questa ragione aver accettato di confrontarmi con una figura della sua portata, realizzando un’immagine per la copertina di questo numero di Arbiter, ha significato per me una sfida più che ardua. Disegnare col dito sullo schermo di un telefono è una tecnica che pone le sue condizioni e i suoi paradossi: tendenzialmente si è come costretti a un disegno sintetico, a un’immagine piatta e a una composizione dal sapore pop, ma allo stesso tempo si gode di possibilità che prima del digitale non erano a disposizione. All’interno di questi confini ho provato a dire ciò che più mi interessava e su cui un artista quale Leonardo innanzitutto mi induce a riflettere: la bellezza della propria ricerca, la sua genialità per così dire, che è anche la bellezza di una pratica, è sostanzialmente un’avventura dello sguardo.

 

La mia immagine s’impernia sugli occhi di Leonardo e sull’Uomo vitruviano e risponde a una domanda che mi son posto: perché, per me, Leonardo è contemporaneo? Fondamentalmente per una ragione: perché mi ripropone l’urgenza, estremamente attuale, di intravedere in me o in un altro, che sarebbe maestro, la vivacità e grandezza di uno sguardo che sappia guardare l’uomo e mostrare il bello.

Guarda l’operazione di Francesco Beneggi 

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