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L'origine
dei nomi
Una ricostruzione, colta e divertente, dell’origine dei cognomi per chi attraversa una crisi di identità. Mentre due lupi dal fiuto fino raccontano la grande e piccola storia dell’Italia di oggi
DI Giuseppe Martini

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Tempo medio di lettura: 1' 5''

Qualche anno fa, in libreria. Un tizio A, con saccenza, sosteneva che il tizio B fosse di famiglia ebrea. Io assistevo. Alle pacate rimostranze di B (il quale sosteneva che non avrebbe avuto nulla a dire se fosse o non fosse stato ebreo, ma sapendo bene di non esserlo non gli pareva opportuno millantare credito), il tizio A rispose che B non era consapevole, «perché tutti quelli con il cognome B sono ebrei». Ovviamente non è vero, ma l’episodio riflette un pensiero diffuso, cioè che i cognomi siano un marchio di fabbrica, e che quelli che hanno cognome uguale saranno di certo, magari alla lontana, tutti parenti. Invece i cognomi si formano per vie tortuose e diverse dalle apparenze, hanno più a che fare con la lingua e le culture locali che con i cromosomi.

 

Peraltro, il cognome rivela ma inganna allo stesso tempo: Russo ha la stessa origine di Rossi, Marchesi potrebbe discendere da un lavorante presso un marchese, o da un vicino di casa di un marchese. Da questo punto di vista, Asburgo vale quanto Milanesi: siamo tutti figli di Adamo ed Eva. 

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