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LA SCOZIA

NON PUÒ ATTENDERE

Tessuti a prova di rovo, voglia di solitudine, amore per un meteo non proprio mediterraneo. Viaggio nella Terrasanta del classico, raccontato da due amici a bordo di una Range Rover

DI Paolo Tirini
Tempo medio di lettura: 2' 15''

Mi recai in Scozia per la prima volta 19 anni fa, ne fui suggestionato e da quel momento amo follemente quella parte della Gran Bretagna. Giunsi in aereo e affittai un’auto. Partendo da Edimburgo, la visitai avidamente toccando i soliti percorsi turistici, venni colpito da panorami mozzafiato, da luoghi sperduti dove la solitudine è la sola cosa che può circondarti. Ritornai entusiasta e da quel momento tutto cambiò. Il mio abbigliamento, la voglia di solitudine e l’amore per un meteo non proprio mediterraneo. Nel frattempo nasceva una simpatia con Salvatore Parisi, oggi una solida amicizia. Salvatore è maestro nella ricerca di qualsiasi cosa ruoti attorno all’eleganza maschile, lui mi ha portato ad amare i tessuti scozzesi, le cravatte in lana, quei ruvidi tessuti come il Thornproof, resistente ai rovi delle campagne locali. In questo periodo, in cui la tendenza è utilizzare capi di cashmere ed estremamente leggeri, sembra quasi una follia.

Ma veniamo a noi. In tutti questi anni, vi era in me il desiderio di un vero viaggio alla ricerca delle fonti, per visitare di nuovo luoghi lontani 3mila chilometri dalle campagne ferraresi. Così ho iniziato a meditarci su, finché, a bordo di una Range Rover, ho puntato verso nord, verso la Scozia. Dopo due giorni di viaggio attraverso la Francia sono giunto a Calais. Non potevo affrontare il canale della Manica attraverso l’Eurotunnel, volevo vedere ancora una volta con i miei occhi le bianche scogliere di Dover. Sul continente la località dirimpettaia è Cap Gris-Nez, vicino Calais. Fra questi due punti la distanza minima fra l’Europa e l’Inghilterra è di soli 33 chilometri: nelle giornate limpide è possibile vedere da una parte all’altra del canale a occhio nudo. Solo così mi sarei sentito appagato nella conquista della terra amata. Sbarcato, ho fatto tappa a Canterbury, poi a Londra e infine, dopo tre iorni, sono giunto a Edimburgo. Nel mese di agosto la città pullula di turisti per il festival che si tiene dal 1947. Qui mi ha raggiunto da Roma Salvatore Parisi, con il quale avevo programmato il resto dell’intero viaggio: la ricerca di fabbriche e negozi di tessuti è iniziata il giorno seguente.

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