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Come fa una canzone, scritta quasi per caso, a diventare l’inno di una città? Una cosa è certa: da Milano a Costantinopoli, le cattedrali hanno attraversato la nostra storia
DI Giuseppe Martini

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Tempo medio di lettura: 2' 35''

Mezzo millennio per fare una chiesa e un quarto d’ora per fare una canzone. Entrambe con l’ambizione di rimettere Milano al suo posto nelle gerarchie della penisola. Ma il Duomo è un punto esclamativo nel cuore della città, O mia bèla Madunina una morbida elegia del carattere di una comunità. Non sbandiera espressive armonie, non fa squillare colori, non sventaglia melodie articolate. S’inarca piuttosto in una frase musicale reiterata che, appena sembra volersi ergere, ricade subito in una sobria serenità, come di chi sa confortarsi nelle piccole cose. Profuma di chansonnier, ma avvolta in una nebbiolina padana d’altri tempi.

 

Giovanni D’Anzi l’aveva pensata nel 1935 come risposta meneghina alla canzone napoletana di cui si era da sempre nutrito; e gli era riuscita immediata e facile, accomunando la bonarietà e l’operosità dei milanesi nell’immagine solenne e affettuosa della statua sulla guglia più alta del Duomo. Intorno a questa canzone Giancarla Moscatelli ha costruito un libro  (O mia bèla Madonina, 14 euro), con lo stesso editore che la pubblicò 82 anni fa, Curci. E bene ha fatto non solo a raccontarne la storia, ma a farne un libro sulla città, godibilmente illustrato e con molte informazioni utili, che forse neppure tutti i milanesi conoscono, sulla mirabile statua, sul Duomo, sulla città durante gli ambigui ma a loro modo formidabili anni 30. Però, no ai confronti con l’oggi: meglio prender lezione dall’ottimismo senza sbruffonerie di D’Anzi, che farebbe bene a molti.

 

Del mezzo millennio servito per tirar su il Duomo di Milano, poi passato a locuzione, Paolo Grillo racconta i primi 32 anni, dal 1386 al 1418. Per farlo impiega oltre 300 pagine e si serve, è pur sempre un medievista docente universitario, di un’abbondante panoplia di documenti che rivelano la quotidianità materiale variegata e inossidabile che sta dietro imprese di questo genere: truffe, dispetti, antagonismi politici, piccole meschinerie, spese in continua lievitazione, difficoltà di reperimento e stoccaggio dei materiali, ma anche organizzazione amministrativa, offerta di lavoro, movimento di denaro e, non ultima, sfida d’impresa nel pieno di una crisi economica. Nascita di una cattedrale (Mondadori, 22 euro) è un libro molto serio che mette a punto conoscenze attraverso la ricerca, come compete al sapere accademico, ma dall’accademia esce a testa alta per parlare a tutti con il piglio dell’epopea balzacchiana. 

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