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Così ho dipinto
la Toscana
Nella coperina di giugno di Arbiter i mille volti della toscanità simboleggiati da quattro personaggi chiave. A comporre un ideale museo dei caratteri di una regione dove la storia non si ferma mai
DI Emanuele Gregolin
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Emanuele Gregolin, l’artista che ha realizzato la cover di Arbiter del mese di giugno.

Tempo medio di lettura: 1' 40''

Parlare di una terra di grande storia, di memorie antiche forti e di un presente che si continua a raccontare attraverso le figure e i loro volti. Come ridurre questa immensità nei confini di un dipinto? Ecco a rappresentare la Toscana di ieri e di oggi quattro personaggi rappresentativi della storia, della politica, della cultura e dello spettacolo: Niccolò Machiavelli, Matteo Renzi, Oriana Fallaci e Roberto Benigni. Soggetti che avevano bisogno di un contenitore, e dunque i quattro personaggi sono diventati «opere» appese in un interno, dipinti posti su di una parete insieme ad altri che non appaiono, ma che suggeriscono il cammino inarrestabile della storia. A comporre una grande e ricca galleria della toscanità.

 

La stanza ha un colore sontuoso, poiché il rosso, che ha un significato simbolico preciso, rimanda subito all’atmosfera che caratterizza le stanze del potere e della storia dell’arte. Per ciascuno ho scelto una cornice che delinei il carattere del personaggio e ho lavorato in maniera dettagliata sull’ambientazione: alle spalle di Oriana Fallacci s’intravede un profilo di città che ricordare San Gimignano, mentre Roberto Benigni ha un semplice paesaggio di campagna con due cipressi. Niccolò Machiavelli appare più austero, e l’omaggio a lui è fatto a partire da un noto ritratto antico originariamente a figura intera, che ho preferito tagliare. Matteo Renzi ha come sfondo la città di Roma, avvolta da un cielo che si tinge di giallo, arancio e blu scuro, che incute timore. Quasi anche a sottolineare il volto dall’espressione preoccupata del presidente del Consiglio.

 

Guarda l’opera di Emanuele Gregolin

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