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I film che piacciono

agli uomini

Vogliamo film in cui abbondano scazzottate e inseguimenti in macchina. Le ragazzine che rompono dall’inizio alla fine, invece... quelle non le sopportiamo

DI Paul de Sury
Tempo medio di lettura: 2' 45''

Le dichiarazioni di ostilità nei confronti della televisione sono praticamente obbligatorie per chi svolge una professione intellettuale (?) come il sottoscritto. «La accendo una volta al mese giusto per guardare un documentario sulla vita sessuale dei surmolotti o sull’infanzia del Pinturicchio» è la frase con cui l’intellighenzia liquida la idiot box. Non sono d’accordo: a me piace tenere la televisione accesa.

 

Ignoro i telegiornali perché mi sveglio all’alba per leggere il Corriere da cima a fondo. I reality e i talent show, insomma le gare fra i dilettanti maltrattati dagli esperti, mi mettono tristezza. I dibattiti mi fanno fuggire a gambe levate. Seguo solo le partite di calcio, ma il campionato prima o poi finisce e, comunque, dura poche ore alla settimana. Gli altri sport non mi interessano e non li capisco. Faccio un’eccezione ogni quattro anni per la finale olimpica dei 100 metri. Purtroppo non sopporto niente di seriale, dalle sitcom ai reality show. Non so perché, ma l’idea che ci sia una puntata precedente e una successiva mi manda in bestia. Quindi meglio un bel film che nasce e muore nello spazio di due ore. Generalmente scelgo tra tre generi. Una commedia, un film di azione o un thriller. Le commedie si dividono in due categorie: quelle statunitensi e le altre. Le prime sono spesso divertenti anche se troppo concentrate sulla vita nei college universitari che non ci appartiene dal punto di vista culturale. Se poi vedo Adam Sandler o Ben Stiller cambio subito canale.

 

Noi avevamo una buona tradizione di film comici che è andata persa da più di 20 anni. Adesso lo humour italiano si concentra sui movimenti intestinali o genitali. No grazie, non fa per me. Ci sono bellissime commedie francesi e inglesi. Si vede chiaramente che costano due euro, gli attori sono spesso sconosciuti, ma apprezzo chi scrive e dirige una storia basata su una trovata semplice, ma divertente. I film di azione o i thriller sono ormai solo made in Usa. Costano troppo per i produttori europei e il trionfo degli effetti speciali ha sbilanciato tutto verso Hollywood, ancora più dei compensi milionari delle star. Noi siamo rimasti al peplum tipo Ercole e Sansone contro Maciste e Rita Pavone, loro sono arrivati al Gladiatore. Ci sta. Mi fa un po’ ridere Quentin Tarantino quando dichiara di ispirarsi ai B movies italiani degli anni 60. Quelli costavano in totale poco più di quello che lui spende per l’ultima comparsa. Insomma, viva Bruce Willis e Jason Statham. Glorificato il cinema di Oltreoceano, non posso non menzionare un personaggio, onnipresente, che mi sta profondamente sull’anima.

 

 

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