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Le Corbusier
meno architetto e più uomo
o al centro la persona e le sue esigenze. Riprogettando la modernità con due semplici ingredienti: la semplicità delle forme e la luce. Per un nuovo modello di umanesimo che oggi suona come una profezia
DI Luca Molinari

Le-Corbusier

Tempo medio di lettura: 2'

A volte sono le piccole cose, i dettagli che passano per lo più inosservati, a raccontare molto di una persona. E a questa regola non sfugge neanche Le Corbusier, uno dei più grandi architetti nella storia dell’umanità. Se avessimo modo di prendere per un attimo in mano la sua carta d’identità potremmo infatti leggervi alcuni elementi molto interessanti. Nome: Charles-Edouard Jeanneret-Gris, detto Le Corbusier. Nascita: 6 agosto 1887 a La Chaux-de-Fonds, Svizzera. Nazionalità: francese. Professione: uomo di lettere. Le Corbusier infatti è diventato Le Corbusier solo nel 1920, a 33 anni (numero che torna spesso, nel bene e nel male, nella vita di molte persone di genio) a indicare una metamorfosi avvenuta nella sua vita d’autore alla ricerca di un’illuminazione definitiva, fino all’incarnazione in un personaggio pubblico pronto a traghettare l’architettura moderna verso lidi apparentemente più rassicuranti.

 

Per 33 anni Charles-Edouard Jeanneret-Gris, svizzero e abitante di una piccola cittadina nascosta tra le Alpi, viaggia, disegna, scopre, studia attraversando l’Europa fino al Bosforo, tornando spesso in Italia, incontrando alcuni dei maestri dell’architettura moderna come il mago del cemento armato August Perret a Parigi o l’inventore del design industriale, il tedesco Peter Behrens, progettando le prime opere figlie del talento e insieme dell’entusiasmo giovanile. L’architettura è il suo destino e la sua gloria. Eppure su un suo documento d’identità si definisce «uomo di lettere»: questo non solo perché il nostro Edouard non si diplomerà mai in architettura, ma soprattutto a causa di una visione di questa disciplina molto più vasta e legata profondamente alla cultura dell’Umanesimo in cui arte, progetto dei dettagli, architettura, urbanistica, teoria, religione e letteratura erano visti come una semplice, entusiasmante unità al cui centro esisteva l’uomo. 

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