Il tempo
delle vele
DI Franco Volpi
9' 25''

Bellezza, velocità, potenza, eleganza, storia. Si potrebbe fare un elenco di parole per provare a descrivere quell’esplosione di passione, di colori e di sano agonismo che tra giugno e settembre punteggia le acque italiane (o quasi…) di scafi e vele possenti, di professionisti e amatori delle competizioni marine, di storie e infiniti aneddoti di marineria che iniziano all’alba, arrotolando cime e inventariando le strumentazioni di bordo, e finiscono la sera sul molo, tra pacche sulle spalle e discussioni infinite. Oppure, finiscono solo dopo due o tre giorni di navigazione d’altura, con la luce e col buio, con un mare docile e sotto le sfide dei venti più imprevedibili. È la vela, bellezza.

 

O, meglio, è la stagione delle grandi regate del circuito velico di Rolex, che porta proprio nell’alto Mediterraneo scafi ed equipaggi che stanno ormai facendo la storia non solo delle competizioni, ma anche (in alcuni casi, soprattutto) dell’eleganza dell’andar per mare. Un connubio perfetto. Nomi che evocano sfide all’ultimo miglio, per un calendario che inaugura a inizio maggio con la Rolex Capri Sailing Week (dove a far rizzare le antenne è la spettacolare Regata dei Tre Golfi), prosegue con la «mitica» Giraglia (da quest’anno, a suggello di una partnership ventennale, ribattezzata Rolex Giraglia), e riprende a settembre da Porto Cervo, nord della Sardegna, con l’uno-due della Maxi Yacht Rolex Cup (2-8) seguita dalla Rolex Swan Cup (dal 9-16), entrambe sotto l’egida dello Yacht Club Costa Smeralda. 

 

 

 

Sommando i quattro appuntamenti, significa oltre 500 scafi, di diverse categorie, e migliaia di appassionati. Sia a bordo sia coinvolti negli eventi che si sviluppano a cornice dei momenti agonistici, e che contribuiscono ad avvicinare sempre più persone agli sport velici e allo spirito che il mare trasmette. «Rolex è fiera del suo ruolo di partner delle regate, degli yacht club e degli skipper più prestigiosi del mondo», sottolineano dalla Maison ginevrina, «cui si dedica con impegno da più di cinquant’anni condividendo i massimi standard di eccellenza con i custodi dello spirito più alto della vela. Uno spirito che ritroviamo vivo nelle partnership del Marchio con i circoli nautici simbolo della migliore tradizione e dell’eleganza di questo sport». «Quello che trasmette la vela, a qualsiasi latitudine e qualsiasi sia la competizione, è una sensazione di fratellanza, di vicinanza con i tuoi compagni a bordo, e in generale con tutti gli equipaggi che partecipano alla stessa competizione. Nonostante siano, a rigore di regolamento, tuoi avversari.

 

 

 

 

 

 

Quando sei di notte, con la tua barca, in mezzo al mare, questo senso di prossimità all’altro si fa più forte», traduce portando decenni si esperienza in mare Beppe Zaoli, navigatore di lungo corso, da 15 anni presidente di Yacht Club Sanremo «ma soprattutto velista», tiene a sottolineare. Persona che lo spirito della regata lo conosce bene, essendo tra i protagonisti dello storico record fatto registrare nel 1984 proprio alla Giraglia, l’appuntamento più avventuroso tra i quattro citati, quando a bordo di Benbow e sotto il guiderdone dello Yacht Club Italiano concluse la sfida in 27 ore e 24 minuti, tempo destinato a resistere imbattuto fino al 1998. «In questi anni, anche grazie a eventi velici e di competizione sempre più aperti e inclusivi, sto vedendo crescere una cultura del mare diffusa», continua Zaoli, ampliando il discorso. «Ci sono tanti bambini e ragazzi che si avvicinano alla vela, si appassionano, e diventano un volano per far avvicinare anche i genitori a questo sport. La vela è uscita dal circolo chiuso degli sport elitari, e diventa accessibile a fasce sempre più ampie di persone; si può arrivare anche ad alti livelli senza doversi sobbarcare costi eccessivi. Questo, senza che dall’altra parte ci sia stato uno svilimento dei valori che stanno alla base non solo di questo sport, ma del mondo della marineria. Anzi, riuscire a trasmettere agli adolescenti i valori e le regole del mare significa trasmettere un’educazione positiva, importante, che si portano anche “a terra”».

 

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