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Il trionfo
dell'inessenziale
Il superfluo è il tratto più lampante dell’essenza umana, nella comunicazione linguistica come nelle azioni sociali. Così, non è escluso che possano tornare di moda anche le cartoline
DI Giuseppe Martini

libri-per-vivere-meglio-maggio-2016

Tempo medio di lettura: 1' 25''

Ho appena messo in saccoccia questo libro adocchiato in una centralissima libreria milanese («messo in saccoccia» è una metafora, l’ho ovviamente pagato alla cassa). Devo dire che ho scelto benissimo: Come non detto. Usi e abusi dei sottintesi (Laterza, 18 euro) è un raro esempio di divulgazione alta, perché i suoi autori, Filippo Domaneschi e Carlo Penco, sono due docenti universitari che non si peritano di parlare a un pubblico di media cultura prendendolo per mano con dolcezza e sollevandolo nelle regioni dello specialismo, e senza farlo soffrire. Il libro si occupa di tutto quanto nella comunicazione linguistica non è espresso ma fa parte della comunicazione, e di tutto quanto questa ingente dose di impliciti sia utilizzata dalle persone in forme automatiche, ma talora subite in modi subdoli.

 

Il subdolo, che qualche volta è mera sottigliezza ma spesso no, concerne per lo più pubblicità e politica, ma se ci pensate anche contesti ordinarPer esempio all’inizio di questo articolo l’impressione avrebbe potuto essere ambigua, ma viene risolta implicitamente dal lettore. Utilissima e godibile lettura, specie in epoca di demagogie e sofismi, è anche un manuale di difesa che ci ricorda una realtà semplice ma capitale del saper vivere: il linguaggio non è aria che esce dalla bocca. È un’azione. Chi la compie se ne assume le responsabilità e chi la riceve deve saperla maneggiare.

 

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