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L'importante è che

sia a colori

Per il genovese Bruno Henning Castellani l’abbigliamento deve essere classico con un tocco di follia, ma mai esagerato. Non ci si veste per piacere agli altri ma per star bene con se stessi, dichiarando uno stato d’animo

DI Giordano Bruno - FOTO DI Stefano Triulzi
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Nell’ambito degli appassionati del bel vestire, tutto ciò che concerne la Scozia rappresenta il sancta sanctorum, all’interno del quale l’espressione più pura di tradizione è identificata dal kilt. Portato in totale libertà dalle signore nelle sue numerose varianti di motivi tartan, per noi uomini l’utilizzo dell’etnica gonna è al contrario regolato da norme ben precise basate sulla pertinenza. L’usanza vuole in particolare che ogni uomo sia autorizzato a portare il tartan Black Watch, quello a base blu e verde, magari in un pantalone dato che al di fuori della Scozia il kilt non viene comunemente indossato se non in rarissime situazioni, mentre per le altre fantasie si debba appartenere a un clan specifico o quantomeno vi si sia legati tramite invito di un suo legittimo rappresentante. Tra coloro che in Italia possono portare con orgoglio il kilt di un glorioso clan c’è il gentiluomo genovese Bruno Henning Castellani. Il suo tartan si chiama Ancient Caledonia, è tra i più antichi e proviene dai Jacobites. «Sono stato direttore della compagnia aerea scozzese British Caledonian Airways, vivevo tra Londra e Genova», racconta Henning.

«L’azienda era pubblicizzata dalla banda reale scozzese, che mi diede l’onore di rappresentarla per l’Italia: è una banda militare molto prestigiosa con 45 elementi basata a Glasgow, gemellata con la Guardia Svizzera e i Corazzieri. Per le visite di Stato e ufficiali viaggiano addirittura con la Royal Air Force. Ho sempre amato lo stile inglese e scozzese, così ho voluto divulgare la loro identità in Italia: negli anni ho organizzato la loro visita ufficiale in Vaticano, al Quirinale e a numerose manifestazioni». Il kilt di Henning è lungo diversi metri ed è dotato di mantello. Numerosi gli accessori: il classico borsello sporran, il kilt pin, spilla con i leoni che lo tiene allacciato, il coltello con incastonato il topazio, le medaglie, il cinturone con i cardi, le decorazioni e i gradi ai polsi di pipe major. Niente bastone invece, prerogativa del drum major. Le scarpe oxford full brogue nere sono inglesi, acquistate a Londra in Regent Street. L’assenza di mutande è prevista dal regolamento: pratica, salutare e simbolo di virilità.

«A proposito», puntualizza Henning, «una volta ho conosciuto Federico Fellini a un ricevimento. Mi diceva: “Bisognerebbe incontrarsi nudi per capire chi siamo, non con l’abito”. Vuol dire che l’eleganza è una cosa che si ha dentro. Spesso nella scelta degli abiti la prima decisione è quella giusta, perché rivela chi veramente siamo: l’istinto è la cosa principale in tutto. E poi denota dove abiti, la gente che frequenti, l’educazione che hai ricevuto, la storia che hai alle spalle. Secondo me non bisogna piacere agli altri, ma stare bene con se stessi. E mai rimanere ingessati come dei manichini, ma disinvolti. E con le scarpe sempre pulite e lucide!».

Di calzature Henning ne ha a decine, sparse tra le sue case. Il doppio cognome deriva dal fatto che la madre, dopo che il padre di Bruno, il conte Ferruccio Castellani di Malo, ufficiale di Marina, morì in seguito alle ferite riportate durante il siluramento, probabilmente da parte di un sommergibile inglese, della nave su cui si trovava a Capo Sant’Elia, in Sardegna, intorno al 10 aprile 1943, tornata a Savona conobbe un ufficiale dell’esercito tedesco, Von Henning, che sposò nel 1946. Quando il padre, poco più che trentenne, morì all’ospedale di Cagliari, Bruno aveva soli due anni. La mamma soleva dirgli: «Ricordati che nella tavolozza del pittore ci sono tutti i colori». Insegnamento che gli è rimasto impresso e si è fatto materia. Basta osservare il suo elegante appartamento genovese, con vista su tutta la città e il porto della Lanterna: pur essendo classico e ricco di oggetti d’antiquariato, di cui è appassionato, è estremamente colorato e allegro, denotando la sua personalità.

 

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