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Lini e
vecchie lavande
Colli alla genovese, cifre ricamate con le bandiere dell’alfabeto nautico, arredamento d’ispirazione navale. La camiceria Antinea è un’ode alla tradizione del capoluogo ligure   
DI Alessandro Botré - FOTO DI Stefano Triulzi

Tempo medio di lettura: 4' 55''

Ricordo che fu mia nonna a trasmettermi il “germe” della camiceria. Quando ero piccolo, mi insegnava a usare la macchina da cucire, a tagliare e a ribattere a mano, a confezionare dei piccoli portafogli che poi regalavo ai compagni di scuola, come fosse un gioco. Poi passai alle asole, ai bottoni e alla stiratura, ma pulivo anche i pavimenti. Quando mettevamo in ordine i tessuti mi spiegava le differenze tra oxford, twill, popeline, velluto, piquet, o come distinguere un tessuto più o meno bello».

 

Così nacque la passione di Giampaolo Bisio per ago, filo e stoffe. Oggi è titolare di una camiceria in centro a Genova, in piazza Colombo, bottega dove si respira la forte anima marinara della città portuale. A partire dal nome: Antinea, mitica regina di Atlantide. La storia inizia con i bisnonni materni, che negli anni 20 in salita San Rocchino avevano aperto la manifattura Musante, chiamata con il loro cognome. Una ditta con 12 sarte che produceva intimo, boxer, pigiami, vestaglie e soprattutto camicie per la maggior parte dei negozi di Genova. Poi l’attività si divise tra le sorelle della nonna, che diventarono le camicerie Antinea, Michelle e Musante. La Musante possedeva il laboratorio in corso Magenta, e andò avanti fino agli anni 80. Poi rilevò la camiceria Antinea dai cugini, a Brignole.

 

Nadia e Giampaolo Bisio (piazza Colombo 2/A, tel. 010.581794 – Genova).

Il nome Antinea era venuto al signor Bianchi, marito della zia Rina: era andato al cinema insieme alla moglie e aveva visto questa bellissima donna con lunghi pepli bianchi. Il nome gli sembrò perfetto per una camiceria. «Ho avuto un negozio Antinea anche a Novi Ligure per una quindicina d’anni con una socia, per farmi le ossa fuori casa», racconta Giampaolo Bisio. «L’attuale sede è del 2014, prima eravamo in quella storica di piazza Verdi. Purtroppo lo spostamento è stato dovuto a due alluvioni subite in tre anni. Abbiamo rischiato di chiudere, ma non abbiamo voluto mollare. Certo, siamo all’interno di un palazzo e abbiamo perso la visibilità sulla strada, ma la situazione è più adatta all’assetto dell’azienda».

 

 

Giampaolo Bisio prende le misure a un cliente

 

In bottega con lui ci sono la moglie Nadia e il padre Giovanni. Realizzano qualsiasi tipo di modello e di collo anche sulla base di campioni, fotografie o disegni. Tre le linee di prodotto, ciascuna con la propria fascia di prezzo: la camicia di taglia, con due tipi di collo a scelta, sulla quale si possono modificare il polso, il taschino, la cifra, il cannoncino davanti o altri dettagli, a partire da 100 euro; quindi un su misura senza prove, sempre sulla base di campioni di una taglia predefinita, con alcuni aggiustamenti sulle lunghezze, l’inclinazione delle spalle, la larghezza del collo, da 130 euro. I colletti e i polsini di scorta possono essere acquistati con un sovrapprezzo, ma poi vengono cambiati gratuitamente: un servizio per fidelizzare il cliente. Infine c’è il su misura, con almeno una prova a metà lavorazione, pronta dopo circa 10 giorni, una seconda dopo un’altra settimana e i ricambi di polso e collo inclusi, a partire da 170 euro. Si possono scegliere le asole, l’attaccatura del collo, la spalla o la manica a mano, il tipo di bottone in madreperla. Con tutta la camicia fatta a mano si parte da 270 euro.

 

 

Antinea cuce le cifre su camicie e cravatte usando le bandiere dell’alfabeto nautico

 

I tessuti sono di alta gamma: Testa, Canclini, Söktas. «L’oxford in tinta unita è il tessuto che si vende di più», spiega Bisio. «Ha i pregi di stropicciarsi relativamente poco, di essere di facile stiratura e di non cambiare colore nel tempo essendo un tinto in filo, ma ha la pecca di consumarsi di più, tanto che alcuni clienti ordinano doppi ricambi di collo e polsi. Va tantissimo l’azzurro per l’influenza del mare, come anche a Napoli. Seguono a ruota il bianco e i classici bastoncini. Ma realizziamo anche altri prodotti: camicie da donna, da bimbo, boxer tutti ribattuti manualmente a un ago, da 35 euro, pigiami, da 150 euro, cravatte, papillon sia regolabili sia a un pezzo unico e portafogli a forma di polsino».

 

 

Vanno molto le tradizionali cravatte con le iniziali composte da bandierine nautiche, di tipico gusto genovese, che danno il meglio con le bandierine incrociate, ma anche quelle dipinte a mano dalla moglie Nadia, con qualunque soggetto su richiesta del cliente. Tutto viene realizzato nel loro laboratorio, eccetto alcune fasi di cucitura per cui si appoggiano a uno esterno in caso di emergenza, come sotto Natale. Il portfolio conta oltre 5mila clienti, per la maggior parte genovesi ma provenienti anche da fuori città, tra cui alcuni americani.

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