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L'ultimo Magnum
di casa H. Upmann
Ultimo arrivato della stirpe, ill sigaro taglia 54, si rivela un erede tutto da scoprire. Con aromi di grande finezza e un accurato bilanciamento, anche in relazione alla sua forza
DI Giuseppe Elefante

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Tempo medio di lettura: 3' 25''

L’aggettivo Magnum è decisamente familiare in casa H. Upmann. L’aulico attributo latino venne infatti utilizzato per la prima volta molti anni addietro per battezzare il celeberrimo Magnum 46, un Corona Gorda (RG 46×143) definito in passato come «Il miglior sigaro avana» e il cui nome sostanziava l’imprimatur di una classe superba. Il brand fondato dai fratelli August e Hermann Upmann nel lontano 1844 può vantare un medagliere ricchissimo di prodotti di alto lignaggio come il Sir Winston, il Monarch, il No. 2 o il Connoisseur No. 1, ma il Magnum 46 ha sempre rappresentato per questo marchio un cavallo di battaglia inimitabile, anche in virtù di un formato di grande fascino ed eleganza. Il riscontro che nel corso dei decenni è stato tributato a questo habano dalle straordinarie qualità ha perciò indotto H. Upmann a creare, nel tempo, una vera e propria linea Magnum, inscritta nel solco di una tradizione in cui l’apellido de salida rimarca un processo di identificazione e di fedele coerenza produttiva.

 

Fu quindi proprio in ossequio al grande lignaggio del capostipite che, nel 2005, vide la luce il Magnum 50 (RG 50×160), sigaro tuttora giudicato dai più esperti aficionado una tra le migliori Edizioni Limitate di sempre. Il generoso formato, la grande complessità e la notevole struttura furono i fattori che ne decretarono l’enorme successo tanto da suggerirne l’inserimento in produzione corrente sin dal 2008. Il gradimento del Magnum 50, confermato anche dall’edizione corrente, venne quindi seguito nel 2009 dal lancio in Edizione Limitata del Magnum 48 (RG 48×110) che riproduceva, in un formato più compatto, la complessa e ricca palette aromatica del fratello maggiore. Il successo incontrato dalla stirpe dei Magnum non poteva perciò che incoraggiare altre nuove uscite; nel 2015 è la volta di una nuova Edizione Limitata, il Magnum 56 (RG 56×150), che a dieci anni dalla prima El ribadisce la consacrazione di una nouvelle vague, quella dei sigari di cepo sempre più abbondante.

 

Ed è proprio in direzione di questo trend ormai consolidato che si inserisce il nuovissimo Magnum 54 (RG 54×120), ora disponibile anche in Italia sia in Sbn da 10 unità che in tubo (rispettivamente 12,80 e 13,80 euro l’uno). La presentazione è intrigante: il sigaro si offre avvolto in fasce colorado dai toni dorati lisce, uniformi e ben tese; a una prima analisi tattile il riempimento appare forse eccessivo ma l’ottimo tiraggio, di classica scuola cubana, dirime ogni dubbio in tal senso. Intensi i sentori a crudo, con evidenza di note di fieno e sottobosco mentre, dopo l’accensione, il sigaro manifesta un elegante esordio di note legnose e finemente speziate, unite a una forza inattesa e a un retrogusto lievemente sapido. Sono tuttavia sufficienti pochi puff perché la forza si stabilizzi, guidando la fumata su un fondo di maggiore morbidezza, secondo la tradizione del brand. La palette aromatica del primo terzo è orientata su un registro di grande austerità, contrassegnato dalla prevalenza di note speziate e della già citata nota legnosa; il secondo terzo vede crescere l’intensità aromatica, che nel suo delicato melange è arricchita da echi di frutta surmatura e nocciola, mentre al palato si avverte una lievissima amertume, affatto spiacevole.

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