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Il Lusitania
si fa Partagás
Alcuni portano il nome di personaggi leggendari, altri di oggetti piccoli come una medaglia d’oro o grandi come un transatlantico. Il più recente è il sigaro Partagás dedicato al transatlantico Lusitania
DI Marco Tonelli

Partagás Gran Reserva Cosecha 2007

Tempo medio di lettura: 1' 20''

Facciamo un po’ di scuola. Con il termine «vitola de galera» s’intende il formato del sigaro uguale per tutte le marche e in tutte le manifatture. Con l’appellativo «de salida», sempre in applicazione alla parola vitola, si fa riferimento invece al nome commerciale di ogni modulo. Sul perché rimanga più impresso il nome del modello rispetto a quello legato alla dinamica manifatturiera non è dato sapere con certezza. Sta di fatto che molti ricordano meglio gli appellativi sgargianti e altisonanti (Serie du Connoisseur, Esplendidos, Aristocrats, Choix Suprème), rispetto a sequenze anonime di cifre e numeri. Anche in riferimento a quest’ultimo aspetto le eccezioni non mancano.

 

La linea Siglo di Cohiba, o la serie numerica di Montecristo, confermano la regola. Non mancano all’interno della produzione cubana sigari che portano i nomi di popoli indigeni (Tainos), illustri discendenti dei medesimi (Don Alejandro Robaina), luoghi (El Morro, Torre Iznaga) e miti. Da Sir Winston Churchill, celebrato da Romeo y Julieta, da H.Upmann e persino da Partagás, passando per l’Edmundo, omaggio al personaggio del conte di Montecristo. Fino agli oggetti: piccoli come una medaglia d’oro (celebre quella che dà il titolo a una serie della marca La Gloria Cubana), oppure grandi come un transatlantico.

 

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