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L'utero in affitto?

Meglio la locazione della...

...vagina. Forse siamo già in troppi e forzare i limiti della natura per accogliere un altro abitante sulla Terra è un atto di egoismo

DI Paul de Sury
Tempo medio di lettura: 1' 45''

Sull’utero in affitto infuria la polemica. è fuorviante. Il vero problema riguarda la locazione della vagina. Personalmente non ho alcun dubbio su quale di questi due organi preferirei prendere in leasing. Nella vita quotidiana l’utero ha la stessa rilevanza della milza di cui ci accorgiamo dell’esistenza solo alle elementari quando comincia a sparare fitte dopo una corsa. A cosa serve? Boh! Lo splene è un optional inutile come le tonsille o l’appendice. La versione anatomica degli scalda-lavavetri per le luci posteriori. Torniamo all’utero.

 

In linguaggio anatomico si tratta di una trippa, cioè una parte di quell’accozzaglia di porcherie di cui siamo farciti. O, meglio, è un ingrediente esclusivo dell’imbottitura delle donne che ne ignorano l’esistenza fino alla pubertà. In questo momento fondamentale dello sviluppo di una femmina della specie homo sapiens, avviene un piccolo miracolo. I capricci, fino a quel momento puniti, trovano una giustificazione. «Bisogna capirla, è in quei giorni…». Una sorte di licenza di uccidere.

 

L’utero però, a differenza di altri ammennicoli come le adenoidi, ha anche una serie di meriti non indifferenti. In primo luogo permette ai ginecologi di cambiare Mercedes ogni anno. Secondariamente è la fonte di ogni nuova vita. Veniamo al dunque. Un tempo, se venivi benedetto dall’arrivo della prole, permettendoti di perpetuare la specie in generale e la tua genia in particolare, accendevi un cero votivo e ringraziavi chi sta lassù. In caso contrario, facevi lo stesso. Oggi questa eventualità è molto più alla portata di ognuno. I progressi della scienza medica permettono di impiantare un ovulo della zia nell’utero della nonna per rendere madre la nipote.

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