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Nostra signora
dei libri
Marlene Taschen ha 29 anni, ha girato il mondo ed è appassionata di nuove tecnologie. Ma è convinta che la via migliore per trasmettere cultura sia continuare a fare bene bellissimi volumi di carta. E non solo perché è figlia di...
DI Mattia Schieppati - FOTO DI Fredi Marcarini

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Quando inizia a parlare, infila una serie di termini che stridono con l’eleganza degli scaffali e delle coste colorate di volumi che ci fanno da sfondo in questa libreria-galleria d’arte appena inaugurata nel cuore di Milano: il primo avamposto Taschen in Italia, dove si possono trovare riunite tutte insieme e in un solo colpo d’occhio, su scaffali e banconi, le collezioni della casa editrice tedesca di libri illustrati. Delivery, e-commerce, online, warehouse, questioni legate alla logistica, alla rivisitazione del sito web…

 

Il soffuso timore che la chiacchierata imbocchi una strada destinata a portare lontano dallo scopo per cui siamo qui, e cioè saggiare lo stato di salute del libro inteso come oggetto, come «cosa» fatta di carta, da prendere, sfogliare, risfogliare e perché no anche scarabocchiare con appunti e note a margine, diventa quasi certezza.  Ma quindi, con tutta questa tecnologia sempre più pervasiva e diffusa, i libri di carta sono davvero morti, come tanti insistono a dire?

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