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La ricerca è
un piacere sottile
Ci fu un’epoca in cui le grandi Case orologiere si affrontavano sulla finezza di calibri e casse, per conquistare una clientela alla ricerca di eleganza e indossabilità. Nell’ultimo anno il millimetro è tornato a dettar legge. E c’è un vincitore a sorpresa...
DI Giampiero Negretti - FOTO DI Roberto Sorrentino

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Corsi e ricorsi storici: una teoria valida anche in orologeria, dove ciclicamente si ripresentano alcuni scenari che cambiano nel tempo solo dal punto di vista tecnico, perché i concetti di base rimangono sempre gli stessi. E sono, commercialmente parlando, scenari quasi di guerra perché le Case che scendono in campo per contendersi la clientela lo fanno senza esclusione di colpi, vantando un record dopo l’altro, un’eleganza maggiore, un’indossabilità perfetta. 

 

Quest’anno, anche se le prime avvisaglie si erano già viste nel 2013, uno dei conflitti più interessanti e combattuti riguarda gli orologi extrapiatti, tipologia molto di successo negli anni 50 e 60, tornata alla ribalta alla fine degli anni 70 e che ora si ripresenta sostenuta, principalmente, ma non solo, dalle Maison facenti parte del Gruppo Richemont. Andiamo per ordine che naturalmente, dato l’argomento, è di tempo.

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