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P2: ECCELLENZE

AL QUADRATO

Il virtuosismo manifatturiero di prodotti eterogenei, accomunati da una qualità senza se né ma, trova in una formula concisa e icastica un tanto casuale quanto suggestivo denominatore comune

DI Gianluca Tenti
Tempo medio di lettura: 2' 25''

Lo chiameremo fattore «P», nel senso anglosassone di «Power» forza, potenza, energia. E non è un caso che attorno alla 14a lettera dell’alfabeto si celi un mondo che richiama a questi valori. P come Press, se vogliamo. Stampa. Stampa libera. Tagliente come un diamante. Aggredita nelle proprie fondamenta dalle nuove dittature (leggetevi Edward Snowden nel suo Errore di sistema per cercare di capire a chi interessa demolire le basi della conoscenza). P come Patria, per chi ancora crede nei valori. E li pratica. P come Pertinenza dell’essere. P come politica nel senso nobile del termine. E via all’infinito.

Anni fa, correva il 1981, l’Italia si scoprì invasa di lettere P. Tutto era P. P2 per l’esattezza. Non era battaglia navale… Sembrò d’improvviso, nell’ipocrisia dilagante, che fino a quel momento nessuno ne sapesse niente. Apriti cielo. I vertici politici, militari e imprenditoriali di un’intera nazione erano parte integrante di un sistema di potere che, stando alla pubblicistica, un Gran maestro della massoneria aveva affidato (all’orecchio, s’intende) a un uomo ora leggendario, trafficone o picaresco a seconda delle declinazioni. Licio Gelli, Zenith e Nadir di ogni trama irrisolta. Storia datata si dirà. Storia seria e non seriamente investigata nonostante una moltitudine di volumi, saggi, false confessioni e pentimenti. Ma, come ebbe a riferirmi un magistrato di alto rango, avvezzo a scavare nella melma e non solo, se c’era una P2 ci doveva pur essere (o esser stata) una P1. In quel caso in particolare si faceva riferimento alla Loggia Propaganda, che tesseva interessi non solo trasversali ma transnazionali e in parte atlantici. Potete immaginarvi quando, anni dopo, immerso nelle ricerche per un libro che non riesce ancora a dirsi compiuto, varcai le mura leonine per un incontro (informale) con un alto prelato dalla Biretta purpurea. In mente avevo qualche prurito di Loggia vaticana (cifrario Mino Pecorelli, direttore di O.P. Osservatorio Politico), roba che risaliva ai tempi del cardinal Benelli. L’interlocutore, angelico, quasi non si accorse che mentre stavamo parlando, l’accesso ad alcuni uffici era affidato a un equivocabile rimando di Loggia P1, Loggia P2 e Loggia P3 trattandosi degli antichi loggiati (un tempo tali, oggi chiusi da vetrate) situati ai rispettivi piani…

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