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Partagás Serie D No. 6
Habanos per pochi
Di piccole dimensioni e dal carattere maschio e sicuro,non è un sigaro per tutti. Le sue caratteristiche lo rendono il più potente tra i sigari prodotti a Cuba
DI Giuseppe Elefante

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Tempo medio di lettura: 3' 40''

Chi abbia una approfondita conoscenza della realtà produttiva del tabacco e degli habanos in particolare, sa che esiste uno stretto rapporto che lega la qualità costruttiva alla forza del manufatto. Un sigaro può cioè essere forte in molti modi, ma sono pochi i moduli che riescono a farci gestire la loro elevata potenza senza che essa alteri l’equilibrio aromatico e gusto-olfattivo. Ricercare e ottenere un così accurato bilanciamento in presenza di un ingrediente forte come il ligero, responsabile dell’intensità e del sapore del manufatto, non è infatti semplice. Occorrono infinite attenzioni perché la forza di questa foglia venga domata, resa gestibile, non violenta eppure maschia. Il tempo, come sempre, gioca un ruolo fondamentale in quest’opera di trasformazione: meno tempo si potrà dedicare alla realizzazione di tale metamorfosi, più difficile diverrà la gestione del ligero. Nella storia recente della filiera produttiva cubana, dal 1995, si è verificata una generale, sensibile diminuzione della forza nelle marche a essa più votate come Partagás, Bolívar, Ramón Allones e Saint Luis Rey.

 

Che si sia trattato di plausibili quanto avvedute scelte di marketing o di problematiche connesse al ciclo produttivo riguardanti i tempi di stagionatura delle foglie, è certo che in un dato periodo gli appassionati sono rimasti disorientati dall’affievolimento della forza verificatosi nei sigari delle marche citate. Tuttavia, a partire dal 2008, il panorama della produzione ha conosciuto un nuovo, sostanziale mutamento, riverberatosi nell’introduzione di molte interessanti novità e che ha sancito l’atteso ritorno all’antico. I benefici di una ritrovata accuratezza produttiva sono tornati da allora a farsi notare tanto nelle produzioni speciali che in quelle correnti, con sigari che si presentano più tonici, più ricchi di aromi e sapori e meglio realizzati. E anche le marche a gusto forte sono tornate a far sentire la loro voce, rivendicando la marcata identità di cui erano interpreti. Tra gli esempi più recenti di una ritrovata potenza e tipicità di marca è il Partagás Serie D No. 6, introdotto nel 2014 all’interno della prestigiosa Serie D, la linea più famosa di Partagás. 

 

Preceduto da un’icona come il D4, l’habano più fumato al mondo, e dal D5, edito dapprima in Edizione Limitata nel 2008 e poi entrato in produzione corrente dal 2011, il piccolo D6 (vitola de galera D No. 6, RG 50×90; 7,70 euro) entra nella produzione partagassiana come un proiettile esplosivo, capace di squassare con la sua potenza il residuo alone di morbidezza che per qualche tempo ha appannato il brand. Presentato in una livrea colorado dai toni rossicci, liscia e untuosa, il D6 esprime nella sua devastante, arrogante potenza tutta la ricchezza del terroir cubano. La sua fumata, destinata a protrarsi in un arco temporale limitato, costituisce un atto di forza, di orgogliosa espressione del savoir-faire cubano, della qualità del tabacco con cui viene realizzato e del recupero di una tradizione senza eguali. Non si tratta di un sigaro per tutti.

 

Il D6, di sicuro il sigaro più potente attualmente prodotto a Cuba, offre infatti un attacco immediato, intensissimo e senza compromessi, in cui la potenza ammalia e asseconda il dipanarsi di aromi e sapori antichi, amati e mai dimenticati; nella palette aromatica del D6 c’è infatti qualcosa che ricorda i sigari di un tempo, in cui il carattere, la densità e la lunghezza aromatica erano compagni fedeli degli appassionati più esigenti. 

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