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Piaceri
a portata di moto
Viaggio nelle Langhe in sella alla nuova R 1250 Rt, per un incontro di eccellenze tra l’ammiraglia di Bmw Motorrad, i vini di Gaja e il tartufo bianco di Alba
DI Guido Daelli - FOTO DI Stefano Scatà

Tempo medio di lettura: 2' 40''

L’ errore è guardare le previsioni meteo sullo smartphone, o alzare gli occhi al cielo e poi controllare se l’asfalto è bagnato. Non serve a nulla. Meglio tenere gli occhi fissi su di lei fregandosene del cielo e andare verso l’uscita del garage. Perché la nuova Bmw R 1250 Rt è una moto comoda e generosa non solo nelle dimensioni, semmai nelle sensazioni che sa dare. Sorprendentemente facile nonostante le apparenze.

Sopra, da sinistra Guido Daelli, Paolo Tirini e Rossana Gaja in un momento di relax.

È novembre, fa freddo. Una delle più emblematiche tabelle incise nella mente di ogni motociclista si presenta nell’area dei ricordi come un promemoria che sa di minaccia: con 10 gradi di temperatura dell’aria, a 40 km/h il freddo percepito è lo zero termico, a 90 km/h, meno tre gradi. Ma in questo caso non importa. Con questa moto non c’è «la stagione è giusta» e quando allacci il casco e infili la prima, il piacere di essere on the road in equilibrio su due ruote cancella ogni dubbio. Con Paolo Tirini, manager ferrarese, uno che ha alle spalle 18 Elefantentreffen (il raduno di febbraio a Solla, in Germania, una buca piena di fango e neve), troviamo la motivazione: tuber magnatum pico, il tartufo bianco. Puntiamo quindi il muso delle due Bmw nelle Langhe del Barbaresco per visitare un alfiere del made in Italy nel mondo: la cantina di Angelo Gaja. Altra motivazione. Totale, due eccellenze assolute a portata di una moto altrettanto eccellente.

Maurilio Garola, chef del ristorante Campamac Osteria di Livello a Barbaresco | campamac.com

Chiave in tasca, premo il bottone e il motore boxer sussulta. Questa moto è una «bella» con una forma insolita e affascinante. Se fosse una donna sarebbe il classico «tipo». è spinta in avanti come se volesse anticipare l’aria per spostarla e mettersi a protezione del guidatore. Mi perdo a guardare la ricercatezza delle sue forme. Quel dentro-fuori del cockpit appuntito, largo da specchietto a specchietto ben 98 centimetri e mezzo, con il faro a led incastonato e quel leggero becco, simbolo di una moto Bmw. E poi la coda veloce, arricchita dalle due borse ampie che dicono: partiamo. Mentre guido spero che la destinazione si sposti sempre più in là. Tutto è reso facile da una tecnologia che vivi per davvero. Non solo numeri, piuttosto comportamenti stradali. Nel propulsore debutta il sistema Shiftcam, che significa: più potenza, minori emissioni, più fluidità e silenziosità. Stiamo parlando di 136 cavalli a 7.750 giri, e me li godo tutti con il mio compagno di viaggio mentre la Milano-Genova scorre velocissima. Sembriamo due 

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