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Così ho disegnato
Coco Chanel
Una stratificazione di materiali che rappresenta l’accumularsi progressivo del pensiero e delle idee. E l’«incontro» con Gabrielle Chanel si trasforma in un dialogo creativo
DI Rachele Moscatelli
Rachele_Moscatelli_Studio

Rachele Moscatelli, 26 anni, nella sua camera-studio a Cantù, dove lavora. Si è formata presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano. L’ultima sua mostra è stata la collettiva «dieciXquindici», nel Teatro San Teodoro di Cantù.

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Mi sono avvicinata alla figura di Coco Chanel come si fa con i «grandi» per chiedere un autografo. Spinta e guidata da sensazioni, emozioni contrastanti come timore, fascinazione e curiosità mi sono meglio informata sulla sua storia personale. Chi era Coco? Perché ancor oggi è un’icona di stile e di femminilità? Ho cercato di rispondere guardando decine di sue foto e ritratti, vietandomi di farmi influenzare da film, interviste o documentari. Ho sentito la necessità di conoscerla attraverso le tante espressioni del suo volto. Cercavo un volto capace di esprimere la singolarità concreta della sua persona e la traccia della sua storia. Pian piano la sua figura ha cominciato a ri-disegnarsi nella mia testa.

 

Rachele-Moscatelli-opera-per-Arbiter

Work in progress, l’artista inizia la sua sovrapposizione di strati come metafora dell’accumulo di idee e della formazione della personalità attraverso la lettura.

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