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Toys for Boys
Regali di Natale per lui
Dal metro da tasca in tartaruga al porta peperoncino in acacia, sono davvero numerosi gli accessori che ci sorprendono e con cui possiamo stupire durante le serate tra amici. Abbiamo selezionato i più curiosi. Perché mai come in questi casi quel che conta di più è il pensiero... non necessariamente il prezzo...
DI Styling di valentina ceriani e alessandro botré - FOTO DI Simone Galbusera

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Facile, per un uomo, coltivare una passione insana per un piccolo oggetto da cui non separarsi mai. Quando ero piccolo, la Nina, tata e vice-mamma, si trascinava dietro un borsone da cui, come dal gonnellino di Eta Beta, estraeva un oggetto adatto a ogni emergenza. Ricordo ancora una notte sui monti sardi in cui mio padre riuscì a riparare un buco nella coppa dell’olio grazie ai cerotti, alle garze e agli stuzzicadenti di cui era fornita. Oggi, solo Lorenzo Preattoni è in grado di fare altrettanto. Una sera mangiammo una fiorentina in un ristorante dotato di coltelli di scarsa qualità. Senza fare una piega, tirò fuori uno stupendo coltello con il manico d’osso che avrebbe permesso di sgozzare un mammut, dichiarando che se lo portava sempre dietro. Credo che se la situazione avesse richiesto un acceleratore di neutroni o un microscopio elettronico li avrebbe prodotti seduta stante. Gli oggetti dell’uomo non sono necessariamente utili.

 

Qualche anno fa gironzolando per antiquari a Londra mi sono imbattuto in un baule che conteneva una trousse chirurgica da campo credo ottocentesca. Un oggetto meraviglioso. Aprendo un lato si scopriva una fila di scaffaletti sottili in cui, ben sistemati nei loro alloggiamenti di velluto, facevano bella mostra file di strumenti lucenti. Divaricatori, seghe, martelli, bisturi e non so che altro. Insomma la scatola del Meccano di un serial killer. Sarò entrato e uscito tre volte dal negozio indeciso sul da farsi. Alla fine ha prevalso il buon senso. Primo, costava come una berlina di lusso. Secondo, mi sono ripetuto come una mantra ossessivo: «Ma cosa diavolo te ne fai?». Ancora oggi, sono pentito di non avere ceduto alla tentazione.

 

Noi maschietti, fumiamo, beviamo, mangiamo e abbiamo bisogno di una valanga di accessori. Tagliasigari, nettapipe, accendini, humidores portatili. Oggetti normali come telefonini, ombrelli portatili, occhiali, chiavi, penne, documenti, soldi, carte di credito. Oggetti insoliti come fischietti, coltellini da tartufo o mini-torce. Spesso acquistiamo i più funzionali ma, altrettanto di frequente, non resistiamo alla versione customized in radica o tartaruga anche per fare colpo sugli amici. A 30 anni avevo un orologio da taschino con una bella catena sui cui sfoggiavo un cilindretto d’oro che, aperto, svelava un mini-cacciavite per riparare gli occhiali. Utilissimo per chi come me ha le capacità manuali di un’ostrica. Ho resistito in tutti i modi anche al coltellino svizzero versione maxi con un centinaio di lame, pinze, lenti di ingrandimento conscio che me lo sarei solo fatto sequestrare al primo viaggio in aereo. In compenso ho acquistato da Lorenzi un oggetto indispensabile come una zattera a un naufrago. è una sorta di coltellino per aprire le scatole di Avana con una tacca per estrarre il chiodino e un martelletto per ribatterlo.

 

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