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Se il linguaggio
è solo eccesso
Il modo di parlare cambia e spesso si appropria di noi. E quello iperbolico è la moneta del momento, perché schiaccia la dialettica e rottama ogni problema sociale
DI Giuseppe Martini

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Tempo medio di lettura: 1' 5''

Se, dopo la morte della politica, il cibo è in Italia l’unico motivo di discussione, cibo più religione fanno il botto. In Gerusalemme: l’Ultima Cena, editore Ananke (16,50 euro), Marta Berogno e Generoso Urciuoli, sulla scorta di fonti archeologiche e documentarie, indagano sul contesto culturale in cui si svolse quello storico pasto, vivaddio, senza note ingombranti e persino con alcune ricette del tempo e una ricerca non banale sulle abitudini alimentari ellenistiche del I secolo, da cui tra l’altro emerge il sospetto che non necessariamente, per quel che si mangiò in quella Sacra tavola, il tutto accadde per Pasqua. Poco male. Non si tratta di cercar conferme alle Scritture, né smentire le Ultima cena dipinte con particolari arbitrari, oltretutto secoli dopo, perché la pittura deve interpretare, non documentare. Semmai, quest’indagine colta e appassionante di oltre 200 pagine vuol dirci che si può indagare all’infinito su un oggetto, ma la sua sostanza non cambia. L’inchiesta conta più per il suo percorso che per i risultati.

 

 

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